Visualizzazione post con etichetta Blog. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Blog. Mostra tutti i post

giovedì 8 novembre 2012

FERMARE IL DECLINO DEL SISTEMA OCCIDENTALE

Sono passati quasi 11 mesi dall’ultima volta che ho scritto .
Durante tutto questo tempo ho ritenuto di non scrivere perché volevo verificare se le mie convinzioni erano errate o se invece tutte le mie paure dello scorso anno fossero motivate ed ancora attuali.
Durante il 2012 il governo Monti ha operato (male a mio avviso) perché ha solo tamponato la ferita ma non ha curato il malato Italia.
In ogni caso  non voglio parlare della situazione economica dell’Italia alla quale dedicherò uno dei prossimi  post perché  oggi c’è qualcosa di più importante da analizzare.
Oggi voglio provare a pensare e scrivere su quale futuro sia riservato alle economie dell’Occidente.
Sin dai tempi della Rivoluzione industriale le condizioni di vita dei popoli occidentali hanno iniziato una rapida ed inarrestabile ascesa. Nonostante il periodo sia stato funestato da diverse terribili guerre la parte evoluta del mondo ha potuto godere giorno per giorno dei miglioramenti offerti dalle nuove scoperte scientifiche.
Maggiori scoperte – migliore possibilità di produrre beni e servizi – maggiore ritorno economico per aziende ed operai – maggior richiesta di nuovi servizi offerti e così via.
Come sappiamo rialzo chiama rialzo ed ecco che il  PIl si è incrementato anno dopo anno e come era  logico si sono    alimentate aspettative via via sempre più elevate.
Ci si è continuamente dati target di crescita sempre più ambiziosi ed abbiamo trasmesso ai nostri figli la convinzione che la loro vita sarebbe stata migliore di quella dei loro genitori.
Tutto questo è durato sino agli anni 90 quando è iniziato il rallentamento dei bisogni nel mondo occidentale.
Negli stessi anni la parte di mondo sin qui sottosviluppata ha iniziato ad emergere andando a riempire  spazi sempre più ampi nell’economia mondiale. Sfruttando il costo della manodopera estremamente basso le nazioni emergenti hanno sottratto notevoli volumi di produzione al mondo occidentale ed il fenomeno della “delocalizzazione” ha avuto un rapido e vorticoso inizio.
Parte dei nuovi livelli di produzione è stata assorbita in termini relativi dall’aumento dei bisogni/consumi  conseguente nel mondo emergente. Tale dato ad oggi non è stato però capace di compensare a pieno la sottrazione di produzione registrata.
Per poter compensare tale squilibrio le nazioni occidentali hanno iniziato ad utilizzare la leva finanziaria e hanno ritenuto di poter temporaneamente supplire alla crisi che si sarebbe determinata andando ad aumentare i livelli di deficit delle singole nazioni.
E’ evidente agli occhi di tutti che la salvaguardia dei livelli di benessere sociale raggiunti è stata faticosamente mantenuta grazie all’esplosione dei deficit della varie nazioni.
Tutto questo ha retto sino al 2008 quando la crisi finanziaria globale è deflagrata  mettendo a nudo tutti i limiti del sistema.
Oggi ci si è accorti in Europa che i deficit non possono essere ulteriormente dilatati e sono state avviate misure di rientro che però evidentemente hanno incrementato  il fenomeno recessivo.
E’ di questi giorni poi il dibattito su quali decisioni dovrà prendere l’amministrazione degli Stati Uniti per evitare il Fiscal cliff.
E’ troppo facile sottolineare che anche i grandi States hanno un enorme problema.
Tutti hanno continuato a ritenere che questa nazione potesse correre all’infinito ed hanno incensato la costante crescita del PIL. Peccato che a PIL +2 corrispondeva un deficit di bilancio del 10%.
Vogli farvi sorridere   affermando  che  anche la povera Italia con un deficit del 10% avrebbe potuto avere un PIl positivo nel 2012.
Oggi gli Usa hanno un bel problema: come fare a ridurre il deficit e non far crollare l’economia.
Certo dovranno evitare il fiscal cliff  perché qualsiasi strumento automatico avrebbe effetti dannosissimi sul sistema ma pensiamo  che le scelte che verranno fatte saranno forse poi così diverse?
Certo gli incrementi di tasse saranno più intelligenti e mirati e la riduzione dellla spesa sarà fatta avendo riguardo alle conseguenze sull’economia ma alla fine parleremo  pur sempre di minori risorse immesse nel sistema.
A mio avviso, ben che vada, gli Usa dovranno tagliare il deficit di almeno il 5% e ciò non potrà non avere come conseguenza una discesa del Pil di almeno 3 punti percentali.
Pur presente l’incremento costante dei consumi nei paesi emergenti che rallenterà il fenomeno, assisteremo comunque ad una continua e costante lenta discesa del PIl dei paesi occidentali.
Tutto questo ha un senso?
Io credo di si. E’ inutile stupirsi ma sino ad oggi solo 1/7 della popolazione del mondo aveva goduto di ampi benefici mentra la rimanete parte viveva nella fame.
Oggi questa grossa parte del mondo reclama un posto alla mensa mondiale ed anche ritagliandosi solo un piccolo angolo andrà a sottrarre parte del cibo ai vecchi commensali i quali a loro volta non sapranno darsi pace per l’accaduto.
Oggi non possiamo più fingere e dobbiamo finalmente capire che la redistribuzione di reddito nel mondo è iniziata e che occorrerà gestire questa fase mediante un intelligente fase di Easy Landing.
Le minori risorse a disposizione dei paesi occidentali andranno gestite con intelligenza  riducendo gli sprechi per far si che gli effetti siano meno dolorosi .
Sarebbe opportuno che i governi occidentali spiegassero la situazione  e con profondo realismo iniziassero ad agire per conseguenza.
Registro purtroppo invece il mantenimento delle promesse elettorali perché nessuno ha il coraggio di dire la verità.
Lo stesso Obama, che personalmente stimo a livello umano, ieri si è spinto a dire che “il meglio deve ancora venire”. Spero di sbagliarmi ma purtroppo temo che sia l’ennesima presa in giro.
La mia infanzia vissuta nella normalità (non voglio offendere i miei genitori definendola ai limiti della povertà) mi ha insegnato che si può  comunque vivere  bene anche con qualche risorsa in meno.
L’importante è farsene una ragione evitando isterismi inutili.
Per Fermare il declino del mondo occidentale occorre  a mio avviso  gestire la fase recessiva e saper  contrastare il terribile fenomeno della disoccupazione.
Io credo che a livello globale vada sviluppato un tavolo di concertazione fra imprenditori e forze sindacali.
Io penso che sia giusto che tutti possano se lo meritano  avere un lavoro e che sia preferibile un mondo con il 100% di occupati pur con uno stipendio ridotto del 5% rispetto al mondo attuale dove la difesa dei livelli salariali determina un costante aumento dei disoccupati.
Meno soldi + lavoro.
Tale equazione potrà garantire pace sociale e placherà le tensioni che oggi stanno esplodendo.
Resta il problema della gestione dei deficit a fronte del calo del Pil ma a tale argomento dedicherò il prossimo post.
Un saluto a tutti

venerdì 9 dicembre 2011

PATRIMONIALE A COSTO “ ZERO”


Come volevasi dimostrare i provvedimenti adottati dal governo, peraltro ancora in discussione e revisione, non sono bastati a tranquillizzare i mercati.
Nell’ultimo post avevo scritto che ormai l’unica cosa da fare era cercare di ridurre in modo Rapido ed efficace il debito.
Parlando di numeri ritengo che servano circa 700/MD.
Da adesso in poi vi prego di leggere la proposta senza farvi condizionare dalle cifre per poterla esaminare in maniera asettica.
A lettura ultimata vi invito a trarre le vostre conclusioni e, se non sarete d’accordo con me, vi prego farmi conoscere tutte le vostre obiezioni.
Partiamo dall’inizio:
La manovra viene concertata fra il Governo, i partiti e la BCE.
I 700 MD verranno raccolti tramite una patrimoniale (400/MD) e una dismissione di beni pubblici (300/MD).
Per prima cosa la BCE sapendo di ricevere entro 3 mesi dallo stato Italiano i 700/MD continua anzi accelera l’acquisto dei titoli di stato Italiani. Con questa somma la BCE dovrebbe riuscire ad acquistare titoli per un Valore Nominale di almeno 850/MD perché l’acquisto avviene ad un prezzo sotto la pari.

Punto 2 PATRIMONIALE A COSTO ZERO

Con l’attuale manovra lo stato ha previsto di incassare oltre 20/MD dall’IMU ed inoltre fra bolli, tasse su somme scudate, tasse sul lusso (tutte mini patrimoniali) ha previsto di raggiungere una somma di almeno 28/MD.
Io credo che tutte queste imposte e tasse vadano raggruppate in un’unica tassa da chiamare PATRIMONIALE SUI BENI
Tale patrimoniale dovrà colpire tutti i beni già coinvolti dall’attuale manovra con un inasprimento del trattamento ricevuto da chi detiene attività finanziarie ed un alleggerimento relativamente ai beni, colpiti da ICI, detenuti dalle classi meno abbienti.
Nella sostanza elevando allo 0,5% la patrimoniale da pagare sulle attività finanziarie si potrà estendere la fascia di esenzione per l’applicazione dell’ICI.
Arriveremo pertanto ad una patrimoniale di importo pari a 20/MD.
Una volta determinato l’ammontare annuale andrà stabilito che tale somma sarà dovuta da ogni singolo contribuente per venti anni.
Il totale che otteniamo è pari a 400/MD e rappresenta circa il 10% del totale dei beni detenuti dai cittadini.
Arrivati a questo punto ogni Italiano andrà nella sua banca per contrarre un mutuo pari all’importo della patrimoniale dovuta e chiaramente concederà ipoteca a favore della banca per un valore pari al debito è cioè 10% del valore dell’immobile.
La banca concederà il mutuo al tasso del 3% perché poi a sua volta andrà a riscontare lo stesso in BCE a pari tasso.
Gli interessi saranno a carico dello stato Italiano mentre ai cittadini resterà l’onere di pagare le singole rate annuali.

Punto 3
Lo stato farà confluire la somma incassata 400/MD in una nuova società che provvederà ad acquistare beni pubblici per 700/MD.
La differenza di 300/MD verrà finanziata tramite stipula di finanziamenti ipotecari per pari importo assistiti da ipoteca su tutti i 700/MD di beni.
Come prima anche questi finanziamenti, essendo garantiti, potranno essere riscontati in BCE al tasso del 3%.
La società provvederà nei 10 anni successivi alla vendita di 30/MD annui di beni per poter così procedere al rimborso dei finanziamenti ricevuti.
Alla fine dei dieci anni la società sarà titolare di 400/MD di beni pubblici che resteranno di proprietà dello stato.

Conseguenze per L’Italia:
allo stato attuale L’Italia ha un debito pubblico di 1.900/MD e stante gli attuali tassi di mercato pagherà le seguenti somme per interessi:

2012 - 85/MD
2013 - 95/MD
2014 - 105/MD
2015 - 110/MD
2016 - 113/MD
2017 - 115/MD
2018 - 115/MD
2019 - 115/MD
2020 - 115/MD
2021 - 115/MD

TOTALE 1.083/MD

La stima applica gli attuali spread e tassi ed è a mio avviso per difetto perché senza l’attuale aiuto della BCE potremmo dover pagare anche 20/MD in più ogni anno.
Come vedete serviranno altre manovre per mantenere il pareggio di bilancio e lo sforzo potrebbe risultare drammatico.

Vediamo adesso cosa succede con le manovre da me ipotizzate.

Per prima cosa andiamo a verificare il costo che l’Italia sopporterà per i mutui contratti dagli Italiani: ebbene vediamo che pagando il 3% l’onere per il primo anno sarà di 12/MD e che poi tale costo scenderà per effetto del rimborso delle rate da parte degli Italiani.
Ogni anno il debito scenderà di 20/MD ed allora gli oneri finanziari si ridurranno di 0,6/MD di euro.
Non vi tedio con i conteggi ma vado subito al dunque e vi dico che il costo totale per i primi dieci anni sarà di 93/MD

Con gli stessi criteri andiamo a conteggiare il costo sul finanziamento dei 300/MD il cui rimborso è stato previsto in dieci anni a rate costanti di 30/MD anno.

Il costo totale sarà di 49,5/MD.

Adesso rifacciamo un passo indietro.
Con i 700/MD la BCE aveva acquistato almeno 850/MD di debito pubblico che a operazione ultimata cederà a prezzo d’acquisto (non potrà certo speculare sull’operazione) all’Italia e pertanto tali titoli verranno annullati.
L’attuale debito di 1.900/MD si ridurrà a 1.050/MD e questo sarà il debito residuo dell’Italia non garantito.
Tale somma rappresenta il 66% del PIL ed allora ecco come per magia avremo ottenuto la contrazione del rapporto.
Di conseguenza torneremo a diventare un debitore normale e potremo finalmente godere di ciò tornando a pagare tassi normali di mercato.
Il nostro livello di debito sul PIL sarà inferiore a quello della Germania ed è facile prevedere che lo spread scenderà vistosamente.
Anche ipotizzando che il chiamarsi <Italia non paghi è molto probabile che il livello dello stesso scenda sotto i 200 e perciò i tassi scenderanno sotto il 4%.
Allora avremo che il costo di rifinanziamento dei 1050 /MD di debito residui sarà di circa 40/MD annui.

Ricapitolando:

Costo del debito senior (1050/MD) - 400/MD nei dieci anni
Costo del debito dei privati (400/MD) - 93/MD nei dieci anni
Costo del debito su vendita beni pubblici (300/MD) - 49,5/MD  nei dieci anni

Totale nuovi oneri dopo manovra - 542,5/MD

Il risparmio per oneri finanziari sarà pari a (1083 – 542,5) 540/MD.

Anche arrotondando per difetto a 500/MD otteniamo una somma decisamente importante.
Se vogliamo potremmo restituire ai cittadini che stanno pagando i mutui alle banche le somme pagate sotto forma di crediti d’imposta ma residuerebbero ancora 300/MD che ripartiti sui 10 anni darebbero una somma pari a 2 punti di PIL da destinare a minori tasse / sviluppo.

Per finire facciamo il confronto fra la situazione odierna e quella ipotizzabile

Oggi:

Mini patrimoniale - di importo di 28/MD destinata allo sviluppo e pareggio di bilancio

Domani:

Patrimoniale strutturata imp. Di 20/MD con risparmi di 50/MD da destinare allo sviluppo, da restituire sotto forma di minori imposte o da utilizzare come meglio si crede (non da sprecare però) ed inoltre soprattutto

RIDUZIONE DEL DEFICIT DI 54 PUNTI PERCENTUALI.

C’è poi per finire un importante effetto sull’economia privata (banche d imprese ) ma di questo vi parlerò nel prossimo post.

Fatemi sapere le vostre obiezioni ma vi prego, se sarete d’accordo con la mia proposta, fatela girare sui vari blog.
Attendo Vostre contro deduzioni.
Cordiali saluti.

Codroipo 9 dicembre 2011

martedì 6 dicembre 2011

PATRIMONIALE SI O NO?

A distanza di due giorni posso finalmente commentare le misure adottate dal Governo Monti per contrastare la crisi.
Nel precedente post avevo detto che avrei fatto pubblica ammenda qualora i provvedimenti fossero stati diversi da quanto da me commentato.
Va nella giusta direzione la cancellazione degli ipotizzati aumenti delle aliquote Irpef che avrebbero Strozzato la classe media Italiana.
Per il resto la manovra è troppo improntata sulle tasse ed infatti oltre il 60% della stessa si ricava da lì. Inoltre sul fronte della spesa i risparmi sono per la gran parte tratti dalle pensioni.
E’ vero e l’ho già scritto, una riforma del sistema pensionistico ,speriamo definitiva, era indispensabile ma occorreva osare di più sul fronte dei costi della politica e della pubblica amministrazione.
Ieri Oscar Giannino diceva bene che c’è ancora troppo stato in Italia.
Non possiamo pensare di continuare a pagare per non avere servizi.
Una spesa pubblica superiore al 40% del PIL non è mai giustificabile ma soprattutto non lo è alla luce degli scarsi servizi offerti al cittadino.
Mancano inoltre serie misure di contrasto all’evasione fiscale e alla corruzione.
E’ su questi due fronti che si deve lavorare di più per ridurre il deficit e di conseguenza poter diminuire le tasse.
Per il resto il pareggio è stato ottenuto grazie ad una “patrimonialina” nascosta.
Nuova IMU, tassa su barche auto e bolli sui Depositi Titoli altro non sono che una patrimoniale bella e buona.
Il partito dei buoni sostiene che non servano altre misure e che una patrimoniale Light sia sufficiente e stiamo già festeggiando la discesa dello spread a 375 b p.
Io trovo invece che la discesa pur importante sia troppo lenta e che soprattutto la circolazione del denaro non sia affatto ripresa.
Le banche sono sempre in grossa difficoltà nella raccolta e per conseguenza stanno ancora riducendo gli impieghi.
Ho già detto in altre occasioni che il credit crunch è il vero problema dell’economia perché La strozzatura nei prestiti farà chiudere tante forse troppe aziende e causerà un sensibile aumento della disoccupazione.
Io credo che solo riportando il debito su livelli ragionevoli si possa da subito ottenere un innalzamento del merito di credito dell’Italia e per conseguenza delle sue Banche.

Qui si innesta la mia idea di patrimoniale. Lo strumento non va usato per pareggiare bilanci o travasare risorse ma va soprattutto pensata per ridurre il debito pubblico e di conseguenza gli oneri finanziari che paghiamo.
Oggi si assiste ad un insieme di misure di importo pari a 10 forse 12 MD euro che serviranno nella migliore delle ipotesi a finanziare parzialmente la crescita.
Nessun accenno ancora al debito pubblico che è il vero nemico da combattere.
Ancor oggi registriamo i “pretestuosi ” messaggi lanciati da S & P che ha messo sotto osservazione il rating di tutte le nazioni buone dell’Europa con la minaccia della perdita della Tripla A.
Inoltre anche verso l’Italia si è reiterata la minaccia di un possibile downgrading di ben due livelli.
Ma allora lo vogliamo capire che questi ci vogliono morti per guadagnare al ribasso su di noi.
Dobbiamo toglierci dal ricatto e l’unico modo è ridurre il debito delle nazioni europee cercando di riportarlo in media almeno al 70% del PIL.

Servono manovre forti in tutte le nazioni più esposte ma serve anche un segnale da parte della Germania.
Il rientro dal debito non si fa con misure strozza economia perché altrimenti il malato muore prima di guarire.
Lo si fa invece dismettendo beni pubblici ed eventualmente chiedendo una temporaneo aiuto ai cittadini più abbienti.
l’ultima manovra Italiana ha solo rinviato il problema e forse torneremo sotto attacco quando i cattivi capiranno che l’Europa non ha ancora le idee chiare sulla crisi.
Noi dobbiamo far discendere il deficit di almeno 600/MD in dieci anni e questo è possibile solo con una privatizzazione “enorme “ e con una altrettanto importate PATRIMONIALE.

Occorre raccogliere almeno 400/MD dalla patrimoniale e 300 dalla vendita dei beni pubblici per dare un colpo definitivo al debito.
Vi chiederete:
ma questo è matto!!!!!!!!!!!
Non è così. Attraverso adeguati strumenti si possono fare entrambe le cose senza impoverire gli Italiani diluendo semplicemente l’operazione di pagamento in vent’anni per la patrimoniale e prevedendo la dismissione dei beni pubblici in 10 anni.
Con queste due operazioni il debito in vent’anni scenderebbe a 1.100 MD e gli oneri finanziari dell’Italia passerebbero da 110/MD prospettici di oggi a meno di 50/MD.
Per oggi basta.
Domani Vi spiego come si possono privatizzare 300 MD di beni e fare contemporaneamente una patrimoniale di 400/MD.
Un saluto.

domenica 27 novembre 2011

LE COLPE DEGLI ALTRI


Venerdi’ sera sono stato invitato a Udine ad una riunione organizzata da un circolo di Udine.
Obiettivo della serata era un incontro fra politici e cittadini per un confronto di
proposte.
Ognuno poteva partecipare ed aveva tre minuti per proporre un’idea alla sala.
Erano presenti oltre 100 persone fra le quali c’erano un paio di senatori, un deputato diversi consiglieri provinciali e sindaci.
Ampio e variegato il dibattito con interventi più o meno interessanti.
Ho preso ad un certo punto la parola per invitare i presenti a dimenticare il passato e nello spirito da me richiamato sulla pagina del corriere, a cercare di costruire insieme alle forze politiche avverse un clima di collaborazione per poter affrontare al meglio la crisi. Ho anche sottolineato le problematiche della crisi dando ampio risalto alla possibilità che la stessa ci travolga con drammatici risvolti economici e sociali (ho parlato di possibile default e di disoccupazione al 30%).
Nessuna reazione, la sala ha continuato come prima ed i relatori hanno solo
incrementato la peraltro già marcata ricerca degli alibi.

Come sempre la colpa non è mai dei politici; c’è stata una difesa ad oltranza della
politica intesa in senso lato sottolineando l’impegno che tutti, politici nazionali e non mettono al servizio della nazione. Alla fine si è capito che se l’Italia va male la colpa è solo dei dipendenti pubblici e delle banche.

Ma la finiamo di dare la colpa agli altri e di non assumerci mai le nostre responsabilità?

Purtroppo in Italia se la squadra del cuore perde è colpa dell’arbitro, se avvengono
le disgrazie è colpa del padreterno e di sicuro il deficit in cui è piombata la nostra
nazione è colpa degli alieni.

Non posso nel 2011 ascoltare ancora interventi di questo tipo pretestuosi ed immaturi.
Quand’è che la nostra classe politica maturerà e dimostrerà finalmente di saper governare?

Da ultimo una triste osservazione:
ripeto oltre 100 persone in aula di cui almeno una settantina politici di professione;
ho lanciato volutamente un segnale d’allarme pesante e preoccupato per stimolare il dibattito ma non ho avuto alcun riscontro.

Uscendo dalla sala alla fine solo il cameramen mi ha fermato per chiedermi se avessi esagerato o se la situazione fosse veramente preoccupante.
Ma quando parlavo gli altri a cosa stavano pensando?
Vivono qui fra noi o la casta viaggia 3 livelli sopra per cui non può udire il grido di
dolore della società?

E’ stato l’ennesimo segnale preoccupante che registro da domenica scorsa; c’è
sottovalutazione del problema e grande indifferenza.

Sono preoccupato perché ogni giorno la crisi avanza; ho pagato di tasca mia una
pagina per richiamare i politici a maggiore attenzione e scopro che invece nessuno fa niente.

Sul corriere di oggi c’è un’ampia elencazione dei possibili effetti del break up
dell’euro e , anche prendendo per buona la metà delle cose affermate, si capisce che le conseguenze sarebbero devastanti.

Mi fermo qua, domani posterò una mia analisi sui possibili sviluppi della crisi e a
metà settimana vi spiegherò la mia idea per uscire a testa alta da questo disperato
momento.

Ciao a tutti.

martedì 22 novembre 2011

La situazione attuale dei mercati

Ancora un saluto a tutti.

Purtroppo la situazione dei mercati resta grave e complici le tensioni sul debito degli Stati Uniti (incapacità di trovare un accordo fra Repubblicani e Democratici), sulla Francia (con il rischio della perdita della tripla A) e sull’Austria per l’esposizione delle banche della stessa sui mercati dell’Est.
I valori dei CDS (Credit Default Swap) su queste nazioni restano alti e gli spread sul Bund sono ormai preoccupanti.

Mi sembra che i politici europei brancolino nel buio e non riescano a trovare il bandolo della matassa.

E’ evidente che la situazione attuale è un qualcosa di mai sperimentato negli ultimi cinquant’anni e perciò essendo sconosciuta la malattia non si sono ancora trovati gli antidoti giusti.

C’e’ poi grande confusione: da un lato i pessimisti che soffiano sul fuoco delle disgrazie per poter comparire in prima fila e poter dire io c’ero e io l’avevo predetto.
Ci sono poi gli ingenui che credono che con terapie vecchie si possano affrontare e debellare gli odierni problemi.

Ecco allora che i politici annaspano fra  una soluzione e l’altra perdendo tempo prezioso e creando confusione sui mercati.

Mercati ormai dominati dalla speculazione ribassista.
Coloro che scommettono sul fallimento dell’Europa,  per guadagnare al momento della deflagrazione, hanno vita ben facile vista la modestia degli avversari sul campo.

Ecco quindi che sul mercato economico registriamo la presenza di due avversari della crescita:
Il primo dato dalla situazione contingente che è senza dubbio difficile e che registra un progressivo rallentamento di consumi e ordini. E’ evidente poi che quando si sparge il pessimismo ognuno di noi rallenta i movimenti per non sbagliare e di conseguenza come in autostrada quando il primo frena, il quinto tampona.

Secondariamente la pessima gestione di questo tipo di crisi ha smascherato i vari stati sul problema del debito e di conseguenza, con il venir meno della fiducia (fase abilmente pilotata dalle agenzie di Rating) si è registrato l’innalzamento del valore dei CDS e quindi degli spread e dei tassi di interesse.
Assistiamo allora ad una difficoltà di rifinanziamento del debito di alcuni stati come conseguenza delle operazioni di raccolta delle banche di questi stessi stati.

Raccolta difficile e alti tassi hanno per conseguenza il Credit Crunch (restringimento del credito da parte del sistema bancario) o nell’ipotesi migliore l’aumento degli oneri finanziari per le aziende.
Registro un incremento sui mercati degli spread di oltre 400 basic points con punte anche di 600.

Non sono un economista ma ritengo che tutto questo sia ampiamente recessivo.
Se poi vi è recessione il PIL nominale scende e di conseguenza anche senza deficit di bilancio il rapporto deficit PIL peggiora ancora chiamando ulteriori disgrazie.
Occorre intervenire subito per spegnere l’incendio e questo si può ottenere solo riducendo subito e di molto il debito pubblico.

Sostengo e appoggio questo Governo ma ho l’impressione che le prime iniziative siano volte a rincorrere il pareggio con ulteriori tasse e non a cercare di  ridurre il debito.

I primi  provvedimenti di cui si parla rischiano di essere  ancora recessivi ed assolutamente inefficaci.
Continuo a ribadire l’utilità di una patrimoniale strutturata ed importante, capace di soffocare l’incendio e di conseguenza ridurre gli oneri finanziari.

Sto cercando un contatto a livello politico per poter spiegare la mia idea che a breve illustrerò in questo spazio.


Un saluto a tutti.

Articolo Messaggero Veneto

Un saluto a tutti.

Ho aspettato due giorni per postare le mie sensazioni dopo l’articolo di domenica.

Devo essere sincero, ho ricevuto in risposta circa 200 e-mail ed una cinquantina fra sms e telefonate di conoscenti.

Mi aspettavo molti più contatti, ma la cosa che più mi ha sorpreso è stata la totale assonanza fra il mio pensiero e le e-mail ricevute.

Solo una e-mail di protesta, credo da parte di un elettore della Lega, e due e-mail che mi accusavano di protagonismo / ingenuità.

Scopro con molto piacere che gran parte delle persone si è completamente ritrovata in queste idee ed è molto bello poter  rialimentare la fiamma della speranza e dell’orgoglio di nazione.

Ho avuto un buon riscontro con due articoli comparsi su quotidiani locali, ne allego uno.

Inoltre c’è stata un'intervista su una televisione locale (Telefriuli) trasmessa nel telegiornale della sera.
A breve sarà visionabile su Youtube.

Ad oggi invece non ho avuto alcun riscontro da parte di politici.

Capisco che sia meglio far scivolare le notizie piuttosto che contrastarle ma talvolta bisognerebbe avere il coraggio di farsi sentire.
Si sa come dice il Manzoni “ il coraggio . . . . .”

Ho saputo che l’intervento è stato tacciato di partigianeria e mi è già stata attribuita una connotazione politica. Come sempre si etichettano le persone invece di ascoltarle.

Spero che un po’ alla volta qualche cosa cambi...


>> Clicca qui per leggere l'articolo <<



domenica 20 novembre 2011

Valoppi Giuseppe: presentazione ed introduzione al blog

Buon giorno a tutti,

mi chiamo Giuseppe Valoppi, sono nato a Sedegliano nel 1960. Diploma di Istituto Tecnico Commerciale.
Ho lavorato in diverse banche dal 1983 al 1998. Da allora opero come consulente finanziario.
Dall’età di 16 anni sino ai 25 sono stato attivamente impegnato in politica.
Militavo nel Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana.
Ad un certo punto non sono più stato in sintonia con quanto stava accadendo ed ho manifestato il mio malessere nel corso di un congresso provinciale.
Il mio distinguo non è stato accettato / capito ed allora ho preferito dimettermi dal partito ed ho interrotto qualsiasi attività politica.
Dall’inizio dell’estate i problemi che hanno colpito il nostro paese mi hanno convinto che qualcosa andava fatto per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi.
Presente la crisi attuale ritengo doveroso cercare di raggiungere una riduzione del debito pubblico Italiano.
Ho allora cercato di rielaborare alcune idee presenti sul Web ed ho formulato una mia ipotesi di patrimoniale (400/MD) da far pagare in modo intelligente per ridurre l’impatto della stessa su chi la paga a meno di 100/MD.
Ho postato la mia idea a diversi siti e a diversi politici non ottenendo alcuna risposta.
E’ nata allora l’idea dell’intervento sul giornale per cercare di mobilitare le coscienze e stimolare il dibattito.
Questo sito nasce proprio con l’intenzione di far nascere idee, discuterle ed eventualmente poi proporle a tutti.

Un augurio ed un saluto.

Giuseppe Valoppi