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martedì 18 dicembre 2012

COME RIDURRE LA SPESA PUBBLICA DI 80/MD DI EURO

Prima di iniziare il post desidero segnalarvi il sito di un’amica di FID; Lei si chiama Elena Bombardieri è ingegnere e mamma di due bambini. Bene credetemi la lettura dei suo post merita perché tutto quello che scrive è frutto di analisi serie ed accurate ed inoltre, cosa ancora più importante, trovo che scriva col cuore mettendoci veramente tanta convinzione e passione.
Detto questo passo al lavoro odierno.
Nei post precedenti ho sottolineato le problematiche di sviluppo cui va incontro il mondo occidentale.
Parlando di crescita e quindi del problema di come creare sviluppo  non possiamo non sottolineare che l’Italia è senz’altro una delle nazioni più in difficoltà e pertanto qui da noi, se si vorrà uscire dall’attuale impasse, occorrerà intraprendere  azioni più forti e mirate.
Ribadisco fino alla noia che senza uno stimolo fiscale  l’economia non potrà ripartire.
Le formazioni politiche impegnate nelle prossime elezioni non hanno in alcun  modo trattato l’argomento se non dicendo: bisogna far ripartire la crescita. . .ecc. ecc.   nessuna proposta nessuna idea solo tanta improvvisazione.
Solo  Fermare il Declino ha messo nero su bianco alcune proposte senz’altro interessanti ma, come ho peraltro ribadito al Dr. Giannino, a mio avviso ancora insufficienti.
Io penso che oggi non si possano più ripetere gli errori del passato; troppo spesso i problemi sono stati sottovalutati e si è finito col prendere decisioni sempre troppo deboli e sempre in ritardo.
Non voglio entrare nel merito delle strategie in quanto non sono il ministro dello sviluppo economico; dico solo che a mio avviso sarà importante puntare su tre settori:
TURISMO
ALIMENTARE DI BASE E INDUSTRIA DERIVATA
MANUFATTURIERO DI QUALITA’
Oggi non voglio perdermi nel parlare di turismo ma trovo solamente vergognoso che l’Italia non sia al primo posto nelle graduatorie mondiali in tale settore; in una gara ipotetica l’Italia non dovrebbe neanche gareggiare visti i vantaggi che la storia e madre natura ci hanno assegnato. La competizione dovrebbe tenersi fra le varie nazioni del mondo per il secondo posto ed invece amaramente constato la ns costante discesa nelle classifiche mondiali. Serve cambiare la rotta e non dico altro. . . . . .
All’alimentare e ai problemi della filiera dedicherò un prossimo post.
Quanto al manufatturiero credo che servano provvedimenti di politica economica capaci da un lato di accompagnare la crescita delle esportazioni delle aziende (scelte politiche nuove per supportare le aziende Italiane sui nuovi mercati ) e dall’altro una importante e dico importante riduzione del cuneo fiscale per poter abbattere il costo del lavoro e far riacquisire competitività ai ns prodotti.
Quanti soldi servono per far cio’: io dico tanti anzi tantissimi. . . .
DICIAMO 80/MD  DI EURO
Una pazzia ?  Forse si ma solo così si potrà andare ad incidere veramente per rilanciare l’economia.
La Francia di recente ha pensato provvedimenti per 30/MD; perché noi non possiamo pensare più in grande?
Nel prossimo post oltre  all’agroalimentare  spiegherò come utilizzerei tali somme; oggi mi voglio limitare ad eencare le varie azioni  da intraprendere per  ricavare questi denari.
Prima di iniziare vorrei segnalarvi due  link:

Credetemi sono due letture lunghe ma interessanti.
La prima è ’ uno studio i svolto da Piero Giarda per conto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con la quale l’autore va ad analizzare le varie dinamiche che hanno causato l’enorme dilatazione della spesa pubblica in Italia.
Sono tutte cose note ai più ma fa riflettere osservare che alcune voci di spesa sembrino veramente fuori controllo.
La dinamica delle pensioni con un’esplosione delle stesse causata da tante scelte sbagliate effettuate fra il 1980 ed il 2000.
Il resto della spesa  pubblica   che subisce  poi una costante dilatazione senza alcuna apparente spiegazione e soprattutto senza alcun vero contrasto al fenomeno.
L’analisi è spietata; da un lato si evidenzia come il settore pensionistico soffra soprattutto a causa delle  elevate pensioni pagate nel settore pubblico e dall’altro si nota come la spesa a euro correnti sia cresciuta  dal 2000 ad oggi del 29% in più  rispetto al deflattore dei consumi privati (tabelle pag. 15 e 20 dello studio).
L’osservatore nota  fra l’altro che si sono concessi ai dipendenti pubblici incrementi retributivi troppo elevati se paragonati alle dinamiche del settore privato e soprattutto se confrontati ai modesti guadagni di produttività ottenuti.
Lo studio del Prof. Giavazzi invece partendo dall’analisi dei flussi di contributi che le aziende ricevono a vario titolo in Italia ci ricorda ancora una volta che l’unico modo di risanare i conti pubblici passa dai tagli di spesa, operazione che NON GENERA RIDUZIONI DEL PIL e non invece dagli aumenti di tasse che hanno come sappiamo effetti devastanti sull’economia di uno stato.
Ecco che il quadro si fa più chiaro ; si dovrà agire solo sul fronte della spesa pubblica tagliando gli sprechi e anche qualcosa di più per ricavare le tante risorse necessarie ad un serio abbattimento del cuneo fiscale. Identifichiamo a questo punto i vari settori sui quali andremo ad agire:
PENSIONI       COSTO ATTUALE    230/MD
CONSUMI COLLETTIVI(ACQUISTI DI BENI E SPESA PER STIPENDI)   328/MD
ONERI FINANZIARI  86/MD



PENSIONI
Ormai da diverso tempo si è capito che il  sistema  è in costante disequilibrio in quanto con  l’utilizzo del sistema retributivo si è andati a concedere trattamenti non congrui rispetto al totale dei contributi  versati.
In questa categoria rientrano sicuramente tutte le pensioni /vitalizi erogati ai politici che godendo di trattamenti di favore hanno potuto trarre benefici immotivati ed ingiustificati.
Vi e’ poi il problema delle baby pensioni  che per una buona parte ha riguardato  i lavoratori usciti dalla P.A.
Da ultimo vi sono una serie di pensioni troppo elevate causate dall’uscita del personale della P.A. a condizioni non adeguate  rispetto  dagli accantonamenti versati.
So che tanti si arrabbieranno ma in guerra tutto è lecito; ebbene a mio avviso servirà riparametrare  ai contributi versati tutti i trattamenti superiori ai 2000 euro mensili. Nessun taglio quindi alle pensioni anche più elevate che siano frutto di accantonamenti reali ma solo un taglio invece ai privilegi immeritatamente goduti.
Con tale manovra si possono risparmiare    10/MD   EURO

CONSUMI COLLETTIVI/ACQUISTO BENI E SERVIZI
Questo è la zona del bilancio pubblico dove si annidano di più sprechi e corruzione.
Tutti sappiamo come con una politica dei costi standard si potrebbero  facilmente risparmiare diversi miliardi di euro.
Vi segnalo a tal proposito un studio / proposta di Elena Bombardieri
Ho già sottolineato all’inizio quanto Elena sia  molto brava  e non mi stupisce la qualità del lavoro ma però mi chiedo come mai,  su in alto ,nessuno abbia pensato  di adottare provvedimenti simili?
Il costo delle corruzione è stimato in Italia in circa 50/MD di euro totali ed io credo che almeno per la metà sia compreso nei 120/MD pagati per acquisto di beni e servizi.
Con l’ottimizzazione del settore possiamo risparmiare almeno 20/MD

CONSUMI COLLETTIVI/SPESE PER IL PERSONALE/COSTI DELLA POLITICA
Non vi saranno sfuggite le dinamiche che sono intervenute nell’economia privata dove la concorrenza fra le imprese da un lato e le difficoltà economiche poste dall’economia hanno costretto le aziende ad una maggior efficienza con conseguenti riduzioni del personale utilizzato ed anche delle retribuzioni pagate.
Tutto questo NON è avvenuto nel settore pubblico dove la politica delle assunzioni facili è continuata sino a pochi anni fa. E’ chiaro che il sistema era finalizzato a garantire ai vari politici il mantenimento di bacini elettorali ed inoltre serviva alla P.A. intesa in senso lato a mantenere i privilegi che si era ritagliata.
Facciamo a questo punto dei numeri:
Il personale della P.A. gode di trattamenti superiori nella media rispetto a quello impiegato nelle imprese private di almeno il 10% soprattutto se si ha riguardo alla produttività rilasciata. Il fenomeno si esaspera poi se ci si limita ad analizzare le posizioni dirigenziali spesso ottenute solo per avanzamenti automatici.
Inoltre posso affermare che il personale oggi impiegato /totali 4/M sia in esubero di almeno 300.000 unità.
La proposta che faccio è la seguente:
RIDUZIONE DEGLI STIPENDI MEDI SINO A 1500 EURO MENSILI 3%
DA 1500 A  3000 EURO   5%
OLTRE 3000 EURO 10%
Con tali manovre si andrebbe a riallineare i contratti a quelli delle industrie private e si otterrebbe un risparmio di circa  10/MD
Con la riduzione dei 300.000 dipendenti si otterrebbe poi un ulteriore risparmio di altri 10/MD /tale dato è netto in quanto tiene conto degli ammortizzatori sociali che si dovrebbero attivare per tale personale.
RISPARMIO COSTI DELLA POLITICA
E’ fuor di dubbio che almeno dal punto di vista simbolico questa è la prima voce su cui focalizzare lo sforzo e procedere ai giusti tagli di spesa per un risparmio di almeno 5/MD.
TOTALE RISPARMIO DELLE VOCI  25/MD
A Questo punto mi direte che sono pazzo perché andrei a creare disservizi dovuti alla carenza di personale. . .  e invece no!!!!!!!!!!!!
In Italia 500.000 persone ricevono oggi a vario titolo sussidi di disoccupazione o altro; queste persone sono mantenute a tutti gli effetti dallo stato e pertanto io ritengo che potrebbero essere dallo stesso chiamate a fornire la propria opera  in servizi svolti per l’amministrazione pubblica statale o locale.
Con l’utilizzo delle persone disoccupate si potrebbe  coprire i deficit creati dalle riduzioni  degli organici attuate; inoltre l’altro obiettivo da raggiungere sarebbe quello di  stimolare queste persone altrimenti destinate alla progressiva emarginazione dal mondo economico.

RISPARMIO PER INTERESSI
Qui la cosa si fa breve.
Ho già dedicato troppi post all’analisi e mi basti dire che con le adeguate operazioni si potrebbero risparmiare almeno 25/MD di Euro all’anno(VDS mie proposte Patrimoniale a costo zero e provvedimenti dopo BCE):
RICAPITOLIAMO.
RISPARMI PER.
PENSIONI                                               10/MD
ACQUISTO BENI E SERVIZI                20/MD
PERSONALE /POLITICA                      25/MD
ONERI FINANZIARI                             25/MD
TOTALE                                                   80/MD 
Pari a 5 punti percentuali di PIL
Questo è l’obiettivo cui Fermare il Declino e tutti i partiti seri ed onesti  devono ambire.
Se non si pensa in grande non si ottiene niente e si resta nella . . . . . .(è una roba che puzza).
Finirete la lettura pensando che avremo  300.000 nuovi disoccupati vero?
Con il prossimo post vi spiegherò invece che con queste manovre si potranno  creare oltre 1.000.000 di nuovi posti di lavoro nel settore privato.
Alla prossima.


giovedì 6 dicembre 2012

QUANTO CI E' COSTATO IL GOVERNO MONTI

Il post di oggi vuole essere il sunto dei due precedenti.
Se avrete avuto la pazienza di leggere entrambe le proposte avrete capito che fra il mese di settembre 2011 e il mese di novembre  il mercato era   fortemente sbilanciato verso un fallimento dell'Italia e dell'Euro .
Tutti stavano scommettendo contro il ns. povero paese comprando il CDS a piene mani e vendendo il BTP fino a farlo scendere a livelli mai visti (il 2035 legato all'inflazione registrò un prezzo inferiore a 60).
Detto ciò Vi ho spiegato come con una ardita operazione di mercato si sarebbe potuto guadagnare per l'Italia tantissimi soldi.
Ricapitoliamo:

SCOMMESSA SUI CDS     UTILE COMPRESO FRA 50 E 200/MD EURO

ACQUISTO DEI BTP SOTTO LA PARI   UTILE FRA 75 E 100/MD EURO

Prendendo per buono un dato medio possiamo senz'altro affermare che un obiettivo globale di 200/MD di euro sarebbe stato facilmente raggiungibile.
Voi direte: si ma si sarebbe dovuta applicare una patrimoniale enorme agli Italiani!!!!!!!!!
Ebbene no!!!!
Sarebbe bastato solo impostare le operazioni speculative e poi annunciare la patrimoniale.
L'effetto annuncio seguito da 10 giorni di feroci lamentele in Italia sarebbe bastato a far scendere il CDS di 200bp e salire il BTP di 20 punti %.
A  questo  punto  sarebbe stato sufficiente  chiudere le operazioni finanziarie e monetizzare l'Utile.
Il giorno successivo il governo avrebbe potuto fare il seguente proclama:

Cari concittadini, Vi ringraziamo per la disponibilità manifestata ad aiutare l'Italia e vogliamo portarVi a conoscenza che il Vs aiuto non ci è più al momento necessario in quanto la speculazione mondiale ha deciso di darci una mano regalandoci l'importo di

                                             200/MD   DI EURO

Tale somma verrà da noi utilizzata per ridurre il debito pubblico per pari ammontare e di conseguenza il rapporto debito PIL scenderà dal 120% al 107%.
Resta inteso che qualora dovesse servire (nuovo attacco della speculazione) saremo a richiedere di nuovo il Vs aiuto. Tanti auguri di Buon Natale,.

Bene credo che a questo punto il governante di turno avrebbe raccolto così tanti consensi da garantirsi la vincita delle elezioni per almeno i prossimi 20 anni.

Inoltre io ritengo che se si fosse comunque utilizzato i 200/MD per ricapitalizzare la CDP e far comprare dalla stessa 500/MD di beni pubblici (200 con l'utile realizzato e 300 con i finanziamenti ipotecari della BCE come da proposta 2) si sarebbe potuto far scendere ulteriormente il debito e l'onere per interessi.

RICAPITOLIAMO:

OGGI PAGHIAMO 34/MD DI PATRIMONIALI
IL DEBITO E' AL 126%
LO SPREAD E' A 300 SOLO GRAZIE A MARIO DRAGHI
ONERE TOTALE PER INTERESSI CHE PAGHEREMO
NEL 2013 SARA' DI CIRCA 78/MD

SE AVESSIMO FATTO L'OPERAZIONE AVREMMO:
DEBITO PIL AL 107% PIU' IL DEFICIT 2012
SPREAD SENZ'ALTRO VICINO A 200
ONERE TOTALE PER INTERESSI 50/MD
PATRIMONIALI O ALTRE TASSE 6/MD INVECE DI 34/MD

Vi spiego il perchè:

Con l'operazione da me prospettata il debito attuale (2000/MD) si sarebbe ridotto a
1.500 debito senior
  300 debito ipotecario della CDP

sui 1500/MD avremmo pagato almeno 50bp in meno rispetto a oggi per cui circa 47/MD di interessi mentre sulla parte del finanziamento ipotecario avremmo pagato per i primi 3 anni solo 3/MD all'anno cifra peraltro poi destinata a scendere per effetto delle dismissioni.

47/MD + 3  FA 50 E  CIOE' 28/MD  DI INTERESSI IN MENO RISPETTO A OGGI.

Inoltre il sistema Italia togliendosi dagli impicci avrebbe beneficiato della  immediata discesa dello spread e sono sicuro che oggi il ns. PIl sarebbe più elevato di almeno un paio di punti %

Arrivati a questo punto posso esprimervi tutto il mio più profondo sdegno.

Gli incapaci politici Italiani tutti non hanno capito la proposta e ci hanno fatto perdere

                                            200/md  euro

A chi dovremo chiedere i danni?

Al Presidente della Repubblica Napolitano al quale avevo cercato di rivolgermi con l'annuncio sul Corriere della Sera?
Al Primo Ministro Monti da me citato nello stesso annuncio?
Al ministro Grilli al quale avevo postato le proposte originarie?
Alle varie decine di politici dei diversi  schieramenti ai quali avevo inviato le mie idee?

Forse tali Idee erano strane ed infatti a sinistra le giudicavano bizzarre .
A destra non ne parliamo nemmeno perchè si sa la destra e contraria alle patrimoniali a prescindere.
Pensate che anche una persona capace ed intelligente e che stimo come Oscar Giannino promotore di "Fermare il Declino", essendo contraria a qualsiasi idea di patrimoniale, non ha mai voluto discutere con me la proposta.

Peccato, mi resta il dispiacere di non essere potuto servire alla nostra amata Italia.
Io credo che nel mondo solo il Sig. Warren Buffett avrebbe da subito capito la mia proposta.
Io stimo il Sig. Buffett più di ogni altra persona al mondo (anche per la sua nota filantropia) e ho solo il rammarico di non averlo mai potuto conoscere personalmente.
Pazienza sarà per un'altra volta.
Sicuramente i mercati torneranno ad attaccarci ed allora forse. . . . . . . .

giovedì 29 novembre 2012

I COMPITI PER CASA DELL'ITALIA

Nei precedenti post ho parlato di crisi del modello occidentale e di sostenibilità del debito.
I due argomenti riguardano gran parte dell’Europa, gli  Usa  ed il Giappone.
Detto ciò oggi voglio solo parlare di ciò che dovrà  fare l’Italia nei prossimi  5 anni per togliersi dagli impicci.
E’ evidente a tutti che il il ns bel paese è purtroppo caduto da tempo nell’occhio del ciclone e non passa giorno che qualche profeta di sventura non pronostichi  un default dello stato sovrano ed una uscita dall’Euro.
Non voglio neanche soffermarmi sulla possibile uscita dall’euro perché passare ad elencare le conseguenze mi porterebbe a parlare di guerra civile e non voglio neppure pensare per un momento a questo.
Detto ciò vediamo cosa  non ha fatto l’Italia  sino ad oggi e parliamo di ciò che deve fare da adesso in poi.
I due problemi più grossi da affrontare sono.
IL DEBITO PUBBLICO
L’ANDAMENTO RECESSIVO DELL’ECONOMIA
L’argomento debito pubblico è stato già da me esaminato in precedenti post; voglio solo ribadire che mantenere livelli di debito così elevati ci condiziona in quanto espone l’Italia al costante rischio che i mercati scommettano sul ns fallimento. E’ chiaro a tutti che il risultato della scommessa è un innalzamento rapido dei tassi e la difficoltà nel rifinanziamento del debito sia pubblico che privato.
Maggior costo per interessi vuol dire maggior avanzo  primario  necessario per mantenere il pareggio di bilancio e quindi sempre maggiori  maggiori   tasse.
Inoltre l’onere finanziario più elevato aumenta i costi per le aziende che si vedono spesso costrette a chiudere anche per la difficoltà di reperire nuovi finanziamenti.
Banalizzo ma credo che una discesa del rapporto deficit Pil sotto il 100% farebbe scendere lo spread di altri 150bp e per conseguenza trasferirebbe un’impulso all’economia determinando un’accelerazione che io stimo almeno pari all’1% annuo.
Considerato che le mie stime per il PIl Italia da qui al 2015 vedono, a bocce ferme, una contrazione dello stesso pari all’1% annuo con questa prima misura riporteremmo l’andamento tendenziale  almeno allo 0.
Affrontiamo adesso il secondo punto e cioè come fare sviluppo in un paese morto come l’Italia.
Nel post in cui ho trattato  del declino del mondo occidentale ho parlato del fenomeno della globalizzazione e della conseguente delocalizzazione.
Bene ,detto ciò , io penso che noi dovremo  puntare e  difendere i settori strategici dell’economia in tutti i modi leciti possibili. Occorre rilanciare:
L’AGROALIMENTARE
IL TURISMO
L’INDUSTRIA ALMENO NELLA PARTE RELATIVA ALLE NS ECCELLENZE
In un prossimo post entrerò più nello specifico delle proposte ma credo che per fare un buon lavoro serva mettere sul piatto un importo di almeno 100/MD di euro annui.
Cribbio che sommetta e come li troviamo tutti questi soldini?
Qui mi fermo. Nel prossimo post farò finta di essere il Sig. Monti e di poter decidere come operare per tagliare la spesa pubblica. Ricordatevi obiettivo 100/MD.
Nel post successivo mi calerò nei panni del ministro dello sviluppo economico (ruolo forse più difficile e proporrò quei provvedimenti che potrebbero fa ripartire l’economia Italia E fermare il declino avanzante.

martedì 20 novembre 2012

ANCHE LA FRANCIA ENTRA NEI PIIGS

L'altro giorno in occasione dell'ultimo post ero stato facile profeta.
E' di oggi la notizia  direi di per se' scontata del declassamento della Francia.
Il governo francese si è subito preoccupato di scaricare le responsabilità sul precedente esecutivo
affermando nel contempo che le misure adeguate sono già state messe in campo.
E' vero sul fronte della crescita la Francia ha adottato quei provvedimenti (per ridurre il cuneo fiscale)che qui in Italia tanto si tarda a decidere.
Purtuttavia la situazione Europea sta lentamente scivolando e al momento non vedo soluzioni capaci di invertire la rotta; certo con provvedimenti adeguati i governi potrebbero quanto meno rallentare gli effetti della crisi  e fermare il declino andando a riallocare meglio le risorse ad oggi mal impiegate ma si sa ,ovunque ,le sacche di resistenza al cambiamento sono molto forti.
Nessuno vuol cedere niente in termini di diritti acquisiti e ci si stupisce persino se qualcuno si sogna di metterli in discussione.
Il mondo oggi e l'Italia in particolare è pieno di conflitti di interesse e di classe che impediscono di prendere le giuste decisioni e mi sa che a furia di rinviare le scelte si finirà come la Costa Concordia sugli scogli.
A proposito di diritti acquisiti mi tocca oggi parlare del caso Sicilia:
Il neo eletto Crocetta ha segnalato la scandalosa presenza in regione di 21 addetti stampa e si è detto intenzionato a ridurne il numero; sull'argomento l'ottimo Milan a radio 24 ha intervistato  un sindacalista dei giornalisti è  costui ha cercato di  difendere l'indifendibile affermando che con ciò si andavano a ledere i diritti acquisiti.
Ma dico io quali diritti acquisiti?
Persone assunte senza concorso li come altrove forse fino ad oggi hanno goduto di privilegi acquisiti ed è moralmente giusto dire BASTA. Non possiamo più permetterci regali a nessuno.
Segnalo poi l'articolo di fondo sul Corriere della Sera di Sartori; analisi come sempre amara e puntuale e alla quale vi rimando. Permettetemi però di dire che le sue conclusioni sono le mie e cioè. . . .
Attenzione ai disordini sociali perchè fra poco potrebbe iniziare il peggio.
Quando la gente non ha più da mangiare allora. . . . .
Da ultimo sempre sul Corriere di oggi pag. 9 una triste analisi della situazione cui versano le banche italiane.
Non è di oggi ma il fenomeno sta crescendo e parliamo della difficoltà degli istituti a fare raccolta e per conseguenza a concedere impieghi.
Il credit crunch di cui io parlavo lo scorso anno sta esplodendo.
Sino a quando la BCE riuscirà a tamponare il fenomeno.
Chissa???????
Siam messi sempre meglio.

domenica 18 novembre 2012

SOSTENIBILITA' O MENO DEL DEBITO


Oggi parliamo di sostenibilità del debito.

La volta scorsa abbiamo visto che la globalizzazione ha scatenato un enorme travaso di sapere e risorse dal vecchio mondo occidentale + giappone al mondo emergente.

Ieri sera durante la riunione a Udine di “fermare il declino” Oscar Giannino ha sottolineato che

atutte le fasi di globalizzazione rappresentano per il mondo un momento estremamente positivo; egli ha affermato  che la circolazione del sapere eleva nel mondo la capacità di produrre e per conseguenza l’economia mondiale nel suo complesso non può che registrare significativi impulsi.

A chi poi faceva però notare che la globalizzazione veloce lasciava comunque morti e feriti (inteso come sacche di disoccupazione dovute allo spostamento delle produzioni povere e semplici) egli rispondeva che da sempre il mondo avanzato avrebbe dovuto reagire con grande capacità ed intelligenza andando ad innovare e a stimolare le migliori capacità presenti in queste nazioni.

Il buon Giannino, che peraltro è stato fantastico per tutta la riunione, pecca a mio avviso di eccessivo ottimismo in quanto sovrastima le attuali qualità del mondo occidentale. All’interno dello stesso vi sono nazioni come la Germania che hanno saputo ristrutturarsi e innovare ed altre come l’Italia condotte da politici incapaci che non sono oggi in grado di un cambio di passo degno di nota.

Mi sto accorgendo che ancora una volta sto per parlare dell’Italia ma mi fermo qui perchè oggi voglio solo parlare del mondo occidentale in genere.

Torniamo a noi ed osserviamo che i travasi di ricchezza di cui parliamo hanno causato ampi fenomeni recessivi tamponati come si diceva grazie all’incremento dei debiti.

Come sappiamo la crisi finanziaria oggi costringe i governi a misure impopolari per contenere i deficit ma tutto questo accentua il rallentamento economico.

Come sottolineavo nel precedente blog il nodo del debito sta venendo al pettine ed è di oggi l’interessante ingresso della Francia nel club dei più (inteso come nazioni con problematiche di deficit più alto e pil più in discesa).

I francesi hanno appreso con disgusto la notizia ma credo che da adesso la grandeur francese debba eesere riposta.

Ormai dal Giappone agli Usa passando per gran parte dell’Europa il debito in essere mal si concilia con la recessione.

Si deve allora iniziare a pensare di ridurre il debito ma come si può far ciò senza traumi?

Vi consiglio una interessante analisi fatta dal Dott. Seminerio


La lettura è estremamente istruttiva in quanto il brillante economista fa una completa analisi alla quale vi rimando ma conclude tristemente affermando di non essere in grado di fornire un suggerimento.

E’ avvilente sapere che per un problema così importante non vi sia neanche una soluzione diciamo scolastica.

E’ allora veramente irrisolvibile il rebus che sta attanagliando il mondo?

Io credo che l’analisi di Seminerio sia corretta e spietata ma penso che la soluzione ci sia.

L’economista da buon liberista tende a scartare le ipotesi estreme che però a mio avviso sono le uniche possibili.

Vediamo allora di andarle ad elencare:

1)default sovrano

2)monetizzazione brutale del debito

3)monetizzazione lenta con inflazione moderata

4)patrimoniale



Scartiamo subito il punto 1 perchè, a parte la assurda proposta equadoregna prospettata da Grillo a Parma (tralascio ogni commento circa l’idiozia dell’idea) i danni provocati al sistema supererebbero di gran lunga i benefici.

Il punto 2 con una monetizzazione brutale (banche centrali che stampano a pieno regime e che annullano i titoli di stato detenuti è altrettanto impraticabile perchè minerebbe la solidità del sistema e sarebbe fortemente osteggiata dalle nazioni virtuose.

La terza è un’ipotesi plausibile. Allo stato è evidente che la Germania pagando tassi vicini all’1 percento riesce nell’intento contenendo l’onere finanziario sotto il tasso di inflazione.

Anche gli Usa pagano tassi inferiori e potrebbero fare altrettanto ma purtroppo in questo caso hanno un deficit di bilancio spaventoso che vanifica il gioco. Il Giappone fa pari fra tassi ridicoli e la quasi deflazione. Restano i porcelli (PIIGS) che invece poveretti pagano tassi superiori all’inflazione e non riescono a monetizzare l’utile derivante dalla stessa.

Cosa può fare allora uno stato stretto dallo spread e dal debito incomprimibile?

Può solo chiedere un aiutino ai cittadini ed ecco che allora la bruttissima parola che tanto schifo fa ai pensatori liberisti prende campo;

PATRIMONIALE.

Nel mio blog ne ho già parlato. Non voglio insistere ma ritengo che evasori e corrotti debbano pagarla in toto mentre ai cittadini onesti andrebbe proposta in sostituzione di altre tasse che potrebbero, grazie al risparmio di interessi essere ridotte.

Ci si divide fra fans e nenici argomentando solo con pregiudizio.

La mia paura è che quando questa imposta verrà applicata sarà troppo tardi e che il risultato sarà ancora insufficiente.

Ed allora che fare?

Scappare, scappare ed ancora scappare dalle nazioni con debito perchè tanto le cose possono andare solo peggio a meno che:

Tutto non  cambi e cedendo la sovranità all’Europa si ottengano da questa finanziamenti a tassi da aiuto ma si sa nessuno oggi vuole cedere potere, Spagna Italia e Francia nessuno ha bisogno di aiuti e si sa se il malato non vuole curarsi la conseguenza è l’aggravarsi della malattia.

Auguri. . . . . . .


giovedì 8 novembre 2012

FERMARE IL DECLINO DEL SISTEMA OCCIDENTALE

Sono passati quasi 11 mesi dall’ultima volta che ho scritto .
Durante tutto questo tempo ho ritenuto di non scrivere perché volevo verificare se le mie convinzioni erano errate o se invece tutte le mie paure dello scorso anno fossero motivate ed ancora attuali.
Durante il 2012 il governo Monti ha operato (male a mio avviso) perché ha solo tamponato la ferita ma non ha curato il malato Italia.
In ogni caso  non voglio parlare della situazione economica dell’Italia alla quale dedicherò uno dei prossimi  post perché  oggi c’è qualcosa di più importante da analizzare.
Oggi voglio provare a pensare e scrivere su quale futuro sia riservato alle economie dell’Occidente.
Sin dai tempi della Rivoluzione industriale le condizioni di vita dei popoli occidentali hanno iniziato una rapida ed inarrestabile ascesa. Nonostante il periodo sia stato funestato da diverse terribili guerre la parte evoluta del mondo ha potuto godere giorno per giorno dei miglioramenti offerti dalle nuove scoperte scientifiche.
Maggiori scoperte – migliore possibilità di produrre beni e servizi – maggiore ritorno economico per aziende ed operai – maggior richiesta di nuovi servizi offerti e così via.
Come sappiamo rialzo chiama rialzo ed ecco che il  PIl si è incrementato anno dopo anno e come era  logico si sono    alimentate aspettative via via sempre più elevate.
Ci si è continuamente dati target di crescita sempre più ambiziosi ed abbiamo trasmesso ai nostri figli la convinzione che la loro vita sarebbe stata migliore di quella dei loro genitori.
Tutto questo è durato sino agli anni 90 quando è iniziato il rallentamento dei bisogni nel mondo occidentale.
Negli stessi anni la parte di mondo sin qui sottosviluppata ha iniziato ad emergere andando a riempire  spazi sempre più ampi nell’economia mondiale. Sfruttando il costo della manodopera estremamente basso le nazioni emergenti hanno sottratto notevoli volumi di produzione al mondo occidentale ed il fenomeno della “delocalizzazione” ha avuto un rapido e vorticoso inizio.
Parte dei nuovi livelli di produzione è stata assorbita in termini relativi dall’aumento dei bisogni/consumi  conseguente nel mondo emergente. Tale dato ad oggi non è stato però capace di compensare a pieno la sottrazione di produzione registrata.
Per poter compensare tale squilibrio le nazioni occidentali hanno iniziato ad utilizzare la leva finanziaria e hanno ritenuto di poter temporaneamente supplire alla crisi che si sarebbe determinata andando ad aumentare i livelli di deficit delle singole nazioni.
E’ evidente agli occhi di tutti che la salvaguardia dei livelli di benessere sociale raggiunti è stata faticosamente mantenuta grazie all’esplosione dei deficit della varie nazioni.
Tutto questo ha retto sino al 2008 quando la crisi finanziaria globale è deflagrata  mettendo a nudo tutti i limiti del sistema.
Oggi ci si è accorti in Europa che i deficit non possono essere ulteriormente dilatati e sono state avviate misure di rientro che però evidentemente hanno incrementato  il fenomeno recessivo.
E’ di questi giorni poi il dibattito su quali decisioni dovrà prendere l’amministrazione degli Stati Uniti per evitare il Fiscal cliff.
E’ troppo facile sottolineare che anche i grandi States hanno un enorme problema.
Tutti hanno continuato a ritenere che questa nazione potesse correre all’infinito ed hanno incensato la costante crescita del PIL. Peccato che a PIL +2 corrispondeva un deficit di bilancio del 10%.
Vogli farvi sorridere   affermando  che  anche la povera Italia con un deficit del 10% avrebbe potuto avere un PIl positivo nel 2012.
Oggi gli Usa hanno un bel problema: come fare a ridurre il deficit e non far crollare l’economia.
Certo dovranno evitare il fiscal cliff  perché qualsiasi strumento automatico avrebbe effetti dannosissimi sul sistema ma pensiamo  che le scelte che verranno fatte saranno forse poi così diverse?
Certo gli incrementi di tasse saranno più intelligenti e mirati e la riduzione dellla spesa sarà fatta avendo riguardo alle conseguenze sull’economia ma alla fine parleremo  pur sempre di minori risorse immesse nel sistema.
A mio avviso, ben che vada, gli Usa dovranno tagliare il deficit di almeno il 5% e ciò non potrà non avere come conseguenza una discesa del Pil di almeno 3 punti percentali.
Pur presente l’incremento costante dei consumi nei paesi emergenti che rallenterà il fenomeno, assisteremo comunque ad una continua e costante lenta discesa del PIl dei paesi occidentali.
Tutto questo ha un senso?
Io credo di si. E’ inutile stupirsi ma sino ad oggi solo 1/7 della popolazione del mondo aveva goduto di ampi benefici mentra la rimanete parte viveva nella fame.
Oggi questa grossa parte del mondo reclama un posto alla mensa mondiale ed anche ritagliandosi solo un piccolo angolo andrà a sottrarre parte del cibo ai vecchi commensali i quali a loro volta non sapranno darsi pace per l’accaduto.
Oggi non possiamo più fingere e dobbiamo finalmente capire che la redistribuzione di reddito nel mondo è iniziata e che occorrerà gestire questa fase mediante un intelligente fase di Easy Landing.
Le minori risorse a disposizione dei paesi occidentali andranno gestite con intelligenza  riducendo gli sprechi per far si che gli effetti siano meno dolorosi .
Sarebbe opportuno che i governi occidentali spiegassero la situazione  e con profondo realismo iniziassero ad agire per conseguenza.
Registro purtroppo invece il mantenimento delle promesse elettorali perché nessuno ha il coraggio di dire la verità.
Lo stesso Obama, che personalmente stimo a livello umano, ieri si è spinto a dire che “il meglio deve ancora venire”. Spero di sbagliarmi ma purtroppo temo che sia l’ennesima presa in giro.
La mia infanzia vissuta nella normalità (non voglio offendere i miei genitori definendola ai limiti della povertà) mi ha insegnato che si può  comunque vivere  bene anche con qualche risorsa in meno.
L’importante è farsene una ragione evitando isterismi inutili.
Per Fermare il declino del mondo occidentale occorre  a mio avviso  gestire la fase recessiva e saper  contrastare il terribile fenomeno della disoccupazione.
Io credo che a livello globale vada sviluppato un tavolo di concertazione fra imprenditori e forze sindacali.
Io penso che sia giusto che tutti possano se lo meritano  avere un lavoro e che sia preferibile un mondo con il 100% di occupati pur con uno stipendio ridotto del 5% rispetto al mondo attuale dove la difesa dei livelli salariali determina un costante aumento dei disoccupati.
Meno soldi + lavoro.
Tale equazione potrà garantire pace sociale e placherà le tensioni che oggi stanno esplodendo.
Resta il problema della gestione dei deficit a fronte del calo del Pil ma a tale argomento dedicherò il prossimo post.
Un saluto a tutti