venerdì 9 dicembre 2011

PATRIMONIALE A COSTO “ ZERO”


Come volevasi dimostrare i provvedimenti adottati dal governo, peraltro ancora in discussione e revisione, non sono bastati a tranquillizzare i mercati.
Nell’ultimo post avevo scritto che ormai l’unica cosa da fare era cercare di ridurre in modo Rapido ed efficace il debito.
Parlando di numeri ritengo che servano circa 700/MD.
Da adesso in poi vi prego di leggere la proposta senza farvi condizionare dalle cifre per poterla esaminare in maniera asettica.
A lettura ultimata vi invito a trarre le vostre conclusioni e, se non sarete d’accordo con me, vi prego farmi conoscere tutte le vostre obiezioni.
Partiamo dall’inizio:
La manovra viene concertata fra il Governo, i partiti e la BCE.
I 700 MD verranno raccolti tramite una patrimoniale (400/MD) e una dismissione di beni pubblici (300/MD).
Per prima cosa la BCE sapendo di ricevere entro 3 mesi dallo stato Italiano i 700/MD continua anzi accelera l’acquisto dei titoli di stato Italiani. Con questa somma la BCE dovrebbe riuscire ad acquistare titoli per un Valore Nominale di almeno 850/MD perché l’acquisto avviene ad un prezzo sotto la pari.

Punto 2 PATRIMONIALE A COSTO ZERO

Con l’attuale manovra lo stato ha previsto di incassare oltre 20/MD dall’IMU ed inoltre fra bolli, tasse su somme scudate, tasse sul lusso (tutte mini patrimoniali) ha previsto di raggiungere una somma di almeno 28/MD.
Io credo che tutte queste imposte e tasse vadano raggruppate in un’unica tassa da chiamare PATRIMONIALE SUI BENI
Tale patrimoniale dovrà colpire tutti i beni già coinvolti dall’attuale manovra con un inasprimento del trattamento ricevuto da chi detiene attività finanziarie ed un alleggerimento relativamente ai beni, colpiti da ICI, detenuti dalle classi meno abbienti.
Nella sostanza elevando allo 0,5% la patrimoniale da pagare sulle attività finanziarie si potrà estendere la fascia di esenzione per l’applicazione dell’ICI.
Arriveremo pertanto ad una patrimoniale di importo pari a 20/MD.
Una volta determinato l’ammontare annuale andrà stabilito che tale somma sarà dovuta da ogni singolo contribuente per venti anni.
Il totale che otteniamo è pari a 400/MD e rappresenta circa il 10% del totale dei beni detenuti dai cittadini.
Arrivati a questo punto ogni Italiano andrà nella sua banca per contrarre un mutuo pari all’importo della patrimoniale dovuta e chiaramente concederà ipoteca a favore della banca per un valore pari al debito è cioè 10% del valore dell’immobile.
La banca concederà il mutuo al tasso del 3% perché poi a sua volta andrà a riscontare lo stesso in BCE a pari tasso.
Gli interessi saranno a carico dello stato Italiano mentre ai cittadini resterà l’onere di pagare le singole rate annuali.

Punto 3
Lo stato farà confluire la somma incassata 400/MD in una nuova società che provvederà ad acquistare beni pubblici per 700/MD.
La differenza di 300/MD verrà finanziata tramite stipula di finanziamenti ipotecari per pari importo assistiti da ipoteca su tutti i 700/MD di beni.
Come prima anche questi finanziamenti, essendo garantiti, potranno essere riscontati in BCE al tasso del 3%.
La società provvederà nei 10 anni successivi alla vendita di 30/MD annui di beni per poter così procedere al rimborso dei finanziamenti ricevuti.
Alla fine dei dieci anni la società sarà titolare di 400/MD di beni pubblici che resteranno di proprietà dello stato.

Conseguenze per L’Italia:
allo stato attuale L’Italia ha un debito pubblico di 1.900/MD e stante gli attuali tassi di mercato pagherà le seguenti somme per interessi:

2012 - 85/MD
2013 - 95/MD
2014 - 105/MD
2015 - 110/MD
2016 - 113/MD
2017 - 115/MD
2018 - 115/MD
2019 - 115/MD
2020 - 115/MD
2021 - 115/MD

TOTALE 1.083/MD

La stima applica gli attuali spread e tassi ed è a mio avviso per difetto perché senza l’attuale aiuto della BCE potremmo dover pagare anche 20/MD in più ogni anno.
Come vedete serviranno altre manovre per mantenere il pareggio di bilancio e lo sforzo potrebbe risultare drammatico.

Vediamo adesso cosa succede con le manovre da me ipotizzate.

Per prima cosa andiamo a verificare il costo che l’Italia sopporterà per i mutui contratti dagli Italiani: ebbene vediamo che pagando il 3% l’onere per il primo anno sarà di 12/MD e che poi tale costo scenderà per effetto del rimborso delle rate da parte degli Italiani.
Ogni anno il debito scenderà di 20/MD ed allora gli oneri finanziari si ridurranno di 0,6/MD di euro.
Non vi tedio con i conteggi ma vado subito al dunque e vi dico che il costo totale per i primi dieci anni sarà di 93/MD

Con gli stessi criteri andiamo a conteggiare il costo sul finanziamento dei 300/MD il cui rimborso è stato previsto in dieci anni a rate costanti di 30/MD anno.

Il costo totale sarà di 49,5/MD.

Adesso rifacciamo un passo indietro.
Con i 700/MD la BCE aveva acquistato almeno 850/MD di debito pubblico che a operazione ultimata cederà a prezzo d’acquisto (non potrà certo speculare sull’operazione) all’Italia e pertanto tali titoli verranno annullati.
L’attuale debito di 1.900/MD si ridurrà a 1.050/MD e questo sarà il debito residuo dell’Italia non garantito.
Tale somma rappresenta il 66% del PIL ed allora ecco come per magia avremo ottenuto la contrazione del rapporto.
Di conseguenza torneremo a diventare un debitore normale e potremo finalmente godere di ciò tornando a pagare tassi normali di mercato.
Il nostro livello di debito sul PIL sarà inferiore a quello della Germania ed è facile prevedere che lo spread scenderà vistosamente.
Anche ipotizzando che il chiamarsi <Italia non paghi è molto probabile che il livello dello stesso scenda sotto i 200 e perciò i tassi scenderanno sotto il 4%.
Allora avremo che il costo di rifinanziamento dei 1050 /MD di debito residui sarà di circa 40/MD annui.

Ricapitolando:

Costo del debito senior (1050/MD) - 400/MD nei dieci anni
Costo del debito dei privati (400/MD) - 93/MD nei dieci anni
Costo del debito su vendita beni pubblici (300/MD) - 49,5/MD  nei dieci anni

Totale nuovi oneri dopo manovra - 542,5/MD

Il risparmio per oneri finanziari sarà pari a (1083 – 542,5) 540/MD.

Anche arrotondando per difetto a 500/MD otteniamo una somma decisamente importante.
Se vogliamo potremmo restituire ai cittadini che stanno pagando i mutui alle banche le somme pagate sotto forma di crediti d’imposta ma residuerebbero ancora 300/MD che ripartiti sui 10 anni darebbero una somma pari a 2 punti di PIL da destinare a minori tasse / sviluppo.

Per finire facciamo il confronto fra la situazione odierna e quella ipotizzabile

Oggi:

Mini patrimoniale - di importo di 28/MD destinata allo sviluppo e pareggio di bilancio

Domani:

Patrimoniale strutturata imp. Di 20/MD con risparmi di 50/MD da destinare allo sviluppo, da restituire sotto forma di minori imposte o da utilizzare come meglio si crede (non da sprecare però) ed inoltre soprattutto

RIDUZIONE DEL DEFICIT DI 54 PUNTI PERCENTUALI.

C’è poi per finire un importante effetto sull’economia privata (banche d imprese ) ma di questo vi parlerò nel prossimo post.

Fatemi sapere le vostre obiezioni ma vi prego, se sarete d’accordo con la mia proposta, fatela girare sui vari blog.
Attendo Vostre contro deduzioni.
Cordiali saluti.

Codroipo 9 dicembre 2011

martedì 6 dicembre 2011

PATRIMONIALE SI O NO?

A distanza di due giorni posso finalmente commentare le misure adottate dal Governo Monti per contrastare la crisi.
Nel precedente post avevo detto che avrei fatto pubblica ammenda qualora i provvedimenti fossero stati diversi da quanto da me commentato.
Va nella giusta direzione la cancellazione degli ipotizzati aumenti delle aliquote Irpef che avrebbero Strozzato la classe media Italiana.
Per il resto la manovra è troppo improntata sulle tasse ed infatti oltre il 60% della stessa si ricava da lì. Inoltre sul fronte della spesa i risparmi sono per la gran parte tratti dalle pensioni.
E’ vero e l’ho già scritto, una riforma del sistema pensionistico ,speriamo definitiva, era indispensabile ma occorreva osare di più sul fronte dei costi della politica e della pubblica amministrazione.
Ieri Oscar Giannino diceva bene che c’è ancora troppo stato in Italia.
Non possiamo pensare di continuare a pagare per non avere servizi.
Una spesa pubblica superiore al 40% del PIL non è mai giustificabile ma soprattutto non lo è alla luce degli scarsi servizi offerti al cittadino.
Mancano inoltre serie misure di contrasto all’evasione fiscale e alla corruzione.
E’ su questi due fronti che si deve lavorare di più per ridurre il deficit e di conseguenza poter diminuire le tasse.
Per il resto il pareggio è stato ottenuto grazie ad una “patrimonialina” nascosta.
Nuova IMU, tassa su barche auto e bolli sui Depositi Titoli altro non sono che una patrimoniale bella e buona.
Il partito dei buoni sostiene che non servano altre misure e che una patrimoniale Light sia sufficiente e stiamo già festeggiando la discesa dello spread a 375 b p.
Io trovo invece che la discesa pur importante sia troppo lenta e che soprattutto la circolazione del denaro non sia affatto ripresa.
Le banche sono sempre in grossa difficoltà nella raccolta e per conseguenza stanno ancora riducendo gli impieghi.
Ho già detto in altre occasioni che il credit crunch è il vero problema dell’economia perché La strozzatura nei prestiti farà chiudere tante forse troppe aziende e causerà un sensibile aumento della disoccupazione.
Io credo che solo riportando il debito su livelli ragionevoli si possa da subito ottenere un innalzamento del merito di credito dell’Italia e per conseguenza delle sue Banche.

Qui si innesta la mia idea di patrimoniale. Lo strumento non va usato per pareggiare bilanci o travasare risorse ma va soprattutto pensata per ridurre il debito pubblico e di conseguenza gli oneri finanziari che paghiamo.
Oggi si assiste ad un insieme di misure di importo pari a 10 forse 12 MD euro che serviranno nella migliore delle ipotesi a finanziare parzialmente la crescita.
Nessun accenno ancora al debito pubblico che è il vero nemico da combattere.
Ancor oggi registriamo i “pretestuosi ” messaggi lanciati da S & P che ha messo sotto osservazione il rating di tutte le nazioni buone dell’Europa con la minaccia della perdita della Tripla A.
Inoltre anche verso l’Italia si è reiterata la minaccia di un possibile downgrading di ben due livelli.
Ma allora lo vogliamo capire che questi ci vogliono morti per guadagnare al ribasso su di noi.
Dobbiamo toglierci dal ricatto e l’unico modo è ridurre il debito delle nazioni europee cercando di riportarlo in media almeno al 70% del PIL.

Servono manovre forti in tutte le nazioni più esposte ma serve anche un segnale da parte della Germania.
Il rientro dal debito non si fa con misure strozza economia perché altrimenti il malato muore prima di guarire.
Lo si fa invece dismettendo beni pubblici ed eventualmente chiedendo una temporaneo aiuto ai cittadini più abbienti.
l’ultima manovra Italiana ha solo rinviato il problema e forse torneremo sotto attacco quando i cattivi capiranno che l’Europa non ha ancora le idee chiare sulla crisi.
Noi dobbiamo far discendere il deficit di almeno 600/MD in dieci anni e questo è possibile solo con una privatizzazione “enorme “ e con una altrettanto importate PATRIMONIALE.

Occorre raccogliere almeno 400/MD dalla patrimoniale e 300 dalla vendita dei beni pubblici per dare un colpo definitivo al debito.
Vi chiederete:
ma questo è matto!!!!!!!!!!!
Non è così. Attraverso adeguati strumenti si possono fare entrambe le cose senza impoverire gli Italiani diluendo semplicemente l’operazione di pagamento in vent’anni per la patrimoniale e prevedendo la dismissione dei beni pubblici in 10 anni.
Con queste due operazioni il debito in vent’anni scenderebbe a 1.100 MD e gli oneri finanziari dell’Italia passerebbero da 110/MD prospettici di oggi a meno di 50/MD.
Per oggi basta.
Domani Vi spiego come si possono privatizzare 300 MD di beni e fare contemporaneamente una patrimoniale di 400/MD.
Un saluto.

sabato 3 dicembre 2011

DOVE SEMBRA SBAGLIARE IL GOVERNO MONTI


Per iniziare vorrei salutare chi mi legge e chiedere scusa se ormai da sette giorni non posto alcun articolo.
Purtroppo in questa settimana sono stato impegnato per lavoro all’estero e non ho trovato il tempo di scrivere.
Inoltre stavo aspettando le misure del nuovo governo per poter commentare con voi i provvedimenti che verranno decisi.
Sulla stampa di oggi sono uscite delle “fondate” indiscrezioni ed allora eccomi con i commenti.

Premetto che quanto scrivo è assolutamente influenzato dalla lettura dei giornali odierni e che quindi sono disposto a fare pubblica ammenda su eventuali giudizi che venissero smentiti da provvedimenti diversi.

Tutto ciò stabilito trovo che l’insieme dei provvedimenti “pur dovuti” non vada nella giusta direzione.
Sapete bene quanto io abbia appoggiato dall’inizio questo governo arrivando a sostenerlo anche su una pagina del corriere ed allora credo di potermi permettere delle critiche all’impianto della manovra ove questa non vada a risolvere i problemi ma solo a tamponare le necessità quotidiane.

So che tutto quanto in proposta è influenzato dall’urgenza ma credo che se si vorrà veramente cambiare occorra passare dalla fase della fretta a quella della programmazione.

Partiamo dai problemi:

Credibilità sistema Italia;
Livello insostenibile del debito;
Rispetto verso richieste BCE.

L’attuale Governo ha cercato sin dall’inizio di recuperare credibilità agli occhi del mondo esterno e posso senz’altro affermare che quanto sinora fatto è andato nella dovuta direzione.
Per risolvere il secondo punto invece non si è ancora fatto niente e la cosa più preoccupante è che non se ne è nemmeno parlato.
Si è cercato in adempimento al terzo punto di rincorrere il pareggio di bilancio per adempiere alle richieste dell’Europa.

Allora mi direte: dove sta lo sbaglio.

Occorre per prima cosa ricercare le cause che hanno causato la crescita dell’indebitamento in questi ultimi trent’anni per poterle rimuovere e far si che il problema del deficit non si presenti in futuro.

Penso sia chiaro a tutti che le piaghe più importanti su cui mettere il dito siano :

Costi della politica;

Corruzione ;

Evasione fiscale.

La prima voce non è assolutamente importante in termini assoluti in quanto qualsiasi taglio anche importante non permetterebbe di raggiungere un livello annuo di 5/MD di euro.
Però è proprio da questo punto che si deve partire perché ritengo che non si possa chiedere nessun sacrificio alla nazione se prima chi ci governa non da il buon esempio.

Riguardo alla corruzione occorre riprendere i dati forniti dalla Corte dei Conti:
ebbene si segnala che l’ammontare globale della stessa ha superato il 5% del Pil Italiano.
Voglio ricordare che la corruzione è un furto ai danni dell’azienda Italia perché causa maggiori costi per la nazione per importi almeno doppi rispetto al suo ammontare.
Quante gare d’appalto, ad esempio, non vengono aggiudicate al miglior offerente ma vengono invece assegnate a chi ha combinato meglio le cose . . . . e non voglio andare oltre.

Sull’evasione fiscale si è già molto scritto e non voglio aggiungere altro se non ricordare che in Italia si evadono oltre 100/MD di tasse all’anno.
Anche questo è un furto ma questa volta il primo danneggiato non è lo stato ma è l’insieme dei cittadini onesti.
Quante ditte serie perdono gli appalti perché poste in competizione con aziende che invece non rispettano le regole?
Quanti cittadini onesti si vedono umiliati nei loro diritti da chi invece fa il furbo?
Vi annoio con due esempi personali:

Nel 1974 vinsi una borsa di studio “all’epoca 150.000 lire; mio padre era un semplice impiegato postale e guadagnava l’equivalente di odierni 1.200 euro mensili, mia mamma era una casalinga e aiutava mio padre nella coltivazione di circa 1,5 ettari di terra.
Dimenticavo eravamo in quattro figli. Ebbene dopo il primo anno la borsa di studio mi venne revocata perché il reddito della mia famiglia era troppo elevato.

Nel 1979 dopo il diploma mi iscrissi all’Università di Trieste e vivendo ad oltre 100 Km da tale città cercai di entrare alla casa dello studente; Domanda scartata anche questa volta perché il reddito della mia famiglia era sempre troppo alto.

Non posso pensare che chi guadagna 1200 euro con quattro figli possa essere considerato ricco ma diventa tale se una fascia di popolazione evade totalmente le tasse.

Anche questi sono i danni che si subisce con l’evasione ed è per questo che va combattuta con ogni mezzo.

Ritorno allora ai provvedimenti del governo Monti e trovo che:

Costi per la politica :
al lavoro.

Corruzione: Nessun accenno a limitare il fenomeno.

Evasione fiscale: Si parla al momento solo di una riduzione dell’uso del contante a 500 euro.

Nel complesso con questa manovra si va ancora una volta ad incidere sulle tasse facendo pagare chi già sta pagando.
Si riducono le pensioni e va bene.

Provvedimenti zero, si accenna a riduzione dei vitalizi ma le lobby sono già

Si aumentano le aliquote irpef e va ancora bene (si sa occorre che tutti aiutiamo l’Italia).
Non vi è ancora però traccia di quanto ho richiesto prima.
Si comincia finalmente a parlare di colpire il lusso (tassa sulle imbarcazioni) ma vi chiedo è un provvedimento simbolico o di sostanza.
Per finire l’analisi parliamo della reintroduzione dell’Ici; ritengo il provvedimento corretto in quanto da tempo sostengo che chi ha accumulato grossi patrimoni soprattutto con l’evasione debba pagare ma però è l’uso dello strumento che va modificato.
Mi fermo qua ma oggi stesso vi posterò un altro articolo con il quale cercherò di spiegare meglio i numeri della finanza Italiana e confrontare le mie proposte con quanto sta attuando L’attuale governo.
Cordiali saluti.

PERCHE' SERVE UNA PATRIMONIALE

Nel post precedente ho frettolosamente discusso su quanto sta proponendo l’attuale governo per affrontare l’attuale momento economico.
È ormai conclamato che le economie del mondo occidentale stanno velocemente rallentando al punto che ormai è quasi certa la ricaduta in recessione di una parte dell’Europa Italia compresa.
Recessione significa minor ricchezza per tutti, minor lavoro, minori tasse incassate per conseguenza dallo stato e infine maggior rischio di default degli stati più indebitati.
Gli attuali livelli di debito erano sostenibili solo in presenza di incrementi del PIL delle singole nazioni; dopo il 2008 ci si è accorti che il vento era cambiato e che è diventato più difficile far crescere le economie.
Si è iniziato a mettere in dubbio la solidità degli stati e questo ha comportato che gli investitori mondiali smettessero di prestare i propri soldi alle nazioni più in difficoltà.
Da questo momento è esplosa la “ CRISI FINANZIARIA” che oggi tanto ci spaventa e che al momento costringe l‘Italia a pagare Tassi sempre più elevati per finanziare il proprio debito.
Le banche inoltre non riescono più a raccogliere denaro sui mercati e devono per conseguenza interrompere i finanziamenti verso le imprese.
Il Mix è devastante:
Meno denaro e tassi di finanziamento più alti = Recessione – fallimenti aziende – disoccupazione in crescita e . . . . . .
Le conseguenze finali potrebbero essere devastanti “vds filmato trasmesso durante la trasmissione Piazza pulita su La 7 giovedì scorso”.
Come interrompere la spirale.
Riprendo il post precedente per partire da quanto ha fatto il Governo Monti.
I primi provvedimenti hanno cercato di tamponare i buchi e si è utilizzata ancora una volta la leva fiscale.
Prima di procedere con le proposte vorrei fornirvi un dettaglio di sintesi del bilancio Italiano:

TOTALE USCITE 2011 - 800/MD Euro
Di cui
Stipendi e contributi - 171/MD
Spesa per pensioni - 244/MD
Altre prestazioni sociale - 61/MD
Consumi intermedi - 137/MD
Altre spese correnti - 62/MD
Interessi - 77/MD
Spese in conto capitale - 48/MD

TOTALE ENTRATE - 738/MD
Di cui
Imposte dirette - 230/MD
Imposte indirette - 225/MD
Contributi sociali - 218/MD
Altre entrate correnti - 65/MD

DISAVANZO - 62/MD

PIL NOMINALE - 1582/MD


Dall’agosto scorso ci siamo impegnati a portare in pareggio il bilancio a partire dal 2013 e le manovre sinora effettuate hanno agito più sul lato delle entrate che sul fronte della spesa.
Occorre sottolineare che l’incidenza della spesa pubblica è incrementata di oltre 6 punti negli ultimi venti anni e viene subito da chiedersi dove siano stati spesi questi soldi visto che i servizi forniti al cittadino sono purtroppo nel frattempo peggiorati.
Dobbiamo poi pensare che l’attuale tensione finanziaria costringerà l’Italia a pagare a partire dal 2015 oltre 50/MD in più di interessi .
Dobbiamo continuare ad inseguire il pareggio con aumenti delle tasse?
Io credo di no perché la pressione fiscale già oggi al netto dell’evasione supera il 50%.
Qualsiasi aumento di imposte e tasse deprime l’economia ed è recessivo.
L’aumento delle aliquote irpef è depressivo e punitivo nei confronti di chi paga tutte le tasse.
L’aumento delle aliquote Iva deprime i consumi e genera inflazione.
A mio avviso occorre contenere la spesa sul fronte delle entrate andare a colpire l’evasione ed i patrimoni accumulati con la stessa.
Come fare?
Passo alle proposte.

Nel post precedente ho parlato di costi della politica e di corruzione; ebbene io penso che la dilatazione della spesa corrente vada cercata qui ed è perciò importante agire subito su questi due fronti.
Prima ho parlato di risparmi per almeno 5/MD sul fronte dei costi della politica ed ho quantificato in almeno 75/MD il costo della corruzione / mala politica.
E’ mala politica anche assumere dipendenti pubblici in numero eccessivo e non credo di sbagliare quando affermo che almeno il 10% dei dipendenti pubblici siano in eccesso.
Riducendo i costi della politica, contrastando la corruzione ed mettendo in efficienza la macchina pubblica potremmo ottenere risparmi per almeno 3 punti di PIL e cioè 45/MD.
Sul fronte delle entrate occorre invece indirizzare tutti gli sforzi sul recupero dell’evasione fiscale incrementando le misure in grado di contrastarla “abbassamento soglia contante a 500 euro, nuovo redditometro e maggior coinvolgimento anche forzoso degli enti locali nella segnalazione degli evasori.
Tutto questo potrebbe far emergere almeno il 30% dell’evasione stimata e pertanto otterremmo su questo fronte altri 30/MD.
Da ultimo occorre ridurre gli oneri finanziari portando il loro ammontare tendenziale dai 125/MD del 2015 ad una cifra vicina a quella odierna cioè 70/MD.
Come fare?
Il costo totale pagato dall’Italia risente dello stock accumulato ed è in funzione dei tassi pagati.
Occorre ridurre l’ammontare del debito e di conseguenza pagare tassi meno onerosi.
Il solo strumento in grado di fare questo è la patrimoniale.
Cos’è una Patrimoniale:

Imposta che colpisce i patrimoni quindi colpisce chi detiene beni mobiliari o immobiliari.
L’individuazione dei beni è abbastanza facile ma resta più difficile l’applicazione dell’imposta perché dobbiamo distinguere fra i patrimoni accumulati da chi ha Già pagato rispetto a quelli frutto di evasione o corruzione.
La Patrimoniale è una tassa ingiusta se applicata sui beni detenuti dai contribuenti onesti perché finirebbe per far pagare due volte le stese persone.
E’ al contrario una tassa etica se colpisce i patrimoni frutto di evasione o corruzione.
Dedicherò l’intero prossimo post alla spiegazione della mia idea perché il dettaglio è abbastanza complicato. Per oggi vi chiedo di fidarvi quando vi dico che con questo strumento potremmo ridurre gli oneri finanziari tendenziali a 70/MD.
Ricapitolando:

Lo sforzo del governo deve portare a riduzioni sul fronte della spesa improduttiva per 45/MD e a recuperi di imposta per 30/MD. Otteniamo pertanto un recupero totale di oltre 75/MD pari al 10% del bilancio pubblico.
Tale importo permetterebbe da un lato di non applicare la parte odiosa delle misure oggi pensate (aumento aliquote Irpef e Iva) e di far residuare somme molto importanti da destinare allo sviluppo.
La spirale maggiori costi = maggiore tasse è depressiva e va evitata; con questi provvedimenti andremmo invece ad incidere sulla spesa improduttiva e a colpire gli evasori e pertanto gli effetti depressivi sarebbero minori. Inoltre la manovra diventerebbe equa e sostenibile perché trasferirebbe risorse a favore dello sviluppo e si sa maggior sviluppo = maggiore PIL = maggiori entrate per lo stato e perciò minori problemi di bilancio.

Considerazioni finali:

Fra le misure elencate oggi sui giornali non trovo corretto l’aumento dell’Irpef e dell’Iva.
Dispiace dirlo ma è corretta la parte relativa all’allungamento del periodo di anzianità necessario per godere della pensione in quanto le aspettative di vita sono cambiate.
Va per finire rimodulata tutta la parte che va a colpire il lusso ed i patrimoni trasformando tutto quanto in proposta in quella patrimoniale che domani vi spiegherò.
Come ho scritto prima dobbiamo PRETENDERE Che vengano approvati quei provvedimenti che ho sopra elencato per contenere le spese e recuperare l’evasione.
Un saluto a tutti.

domenica 27 novembre 2011

LE COLPE DEGLI ALTRI


Venerdi’ sera sono stato invitato a Udine ad una riunione organizzata da un circolo di Udine.
Obiettivo della serata era un incontro fra politici e cittadini per un confronto di
proposte.
Ognuno poteva partecipare ed aveva tre minuti per proporre un’idea alla sala.
Erano presenti oltre 100 persone fra le quali c’erano un paio di senatori, un deputato diversi consiglieri provinciali e sindaci.
Ampio e variegato il dibattito con interventi più o meno interessanti.
Ho preso ad un certo punto la parola per invitare i presenti a dimenticare il passato e nello spirito da me richiamato sulla pagina del corriere, a cercare di costruire insieme alle forze politiche avverse un clima di collaborazione per poter affrontare al meglio la crisi. Ho anche sottolineato le problematiche della crisi dando ampio risalto alla possibilità che la stessa ci travolga con drammatici risvolti economici e sociali (ho parlato di possibile default e di disoccupazione al 30%).
Nessuna reazione, la sala ha continuato come prima ed i relatori hanno solo
incrementato la peraltro già marcata ricerca degli alibi.

Come sempre la colpa non è mai dei politici; c’è stata una difesa ad oltranza della
politica intesa in senso lato sottolineando l’impegno che tutti, politici nazionali e non mettono al servizio della nazione. Alla fine si è capito che se l’Italia va male la colpa è solo dei dipendenti pubblici e delle banche.

Ma la finiamo di dare la colpa agli altri e di non assumerci mai le nostre responsabilità?

Purtroppo in Italia se la squadra del cuore perde è colpa dell’arbitro, se avvengono
le disgrazie è colpa del padreterno e di sicuro il deficit in cui è piombata la nostra
nazione è colpa degli alieni.

Non posso nel 2011 ascoltare ancora interventi di questo tipo pretestuosi ed immaturi.
Quand’è che la nostra classe politica maturerà e dimostrerà finalmente di saper governare?

Da ultimo una triste osservazione:
ripeto oltre 100 persone in aula di cui almeno una settantina politici di professione;
ho lanciato volutamente un segnale d’allarme pesante e preoccupato per stimolare il dibattito ma non ho avuto alcun riscontro.

Uscendo dalla sala alla fine solo il cameramen mi ha fermato per chiedermi se avessi esagerato o se la situazione fosse veramente preoccupante.
Ma quando parlavo gli altri a cosa stavano pensando?
Vivono qui fra noi o la casta viaggia 3 livelli sopra per cui non può udire il grido di
dolore della società?

E’ stato l’ennesimo segnale preoccupante che registro da domenica scorsa; c’è
sottovalutazione del problema e grande indifferenza.

Sono preoccupato perché ogni giorno la crisi avanza; ho pagato di tasca mia una
pagina per richiamare i politici a maggiore attenzione e scopro che invece nessuno fa niente.

Sul corriere di oggi c’è un’ampia elencazione dei possibili effetti del break up
dell’euro e , anche prendendo per buona la metà delle cose affermate, si capisce che le conseguenze sarebbero devastanti.

Mi fermo qua, domani posterò una mia analisi sui possibili sviluppi della crisi e a
metà settimana vi spiegherò la mia idea per uscire a testa alta da questo disperato
momento.

Ciao a tutti.

giovedì 24 novembre 2011

Intervista Video di Giuseppe Valoppi



ANCHE I RICCHI PIANGONO

Guarda che sorpresa, finalmente (ma non è la prima volta) un’asta dei Bund va parzialmente deserta e deve essere coperta dalla banca centrale della Germania.

I giornali di oggi danno ampio risalto alla notizia ma l’interpretazione che viene data all’accaduto è sbagliata.

Non posso certo dire di aver letto tutti gli articoli pubblicati ma dai tre che ho letto si ricava l’idea che gli investitori non si fidino più neanche della Germania e che pertanto anche quest’ultima debba  incominciare a preoccuparsi per il futuro.

Così dipinta la notizia sarebbe gravissima perché testimonierebbe uno stato di crisi totale ed irreversibile (pensate un po’ se il primo della classe va in crisi cosa potrà succedere agli altri ormai da tempo dietro la lavagna)?

Le cose non stanno così; la disaffezione verso i titoli tedeschi non riflette paura verso la nazione
ma dice semplicemente che gli investitori non si accontentano più dei miseri tassi pagati dalla Germania ma vogliono  invece spuntare rendimenti più elevati.

Dobbiamo osservare che con la crisi in corso ormai da quattro mesi il “fly to quality” ha permesso alla Germania di indebitarsi ad un tasso di almeno 1 punto inferiore alle logiche di mercato.

Da tempo sostengo i paesi periferici pagavano con la crisi le proprie colpe ma regalavano alla Germania importanti somme quale risparmio di costi per oneri finanziari.

La riprova che la fiducia verso questa nazione non è finita si può trovare guardando la curva dei tassi a breve che testimonia in maniera ancora chiara che il “ fly to quality” non si è certo interrotto.
Infatti su questa parte della curva lo spread rispetto ad esempio all’Italia è di circa 650 punti.

Oggi registriamo una leggera contrazione dello spread a dieci anni  frutto più della risalita dei tassi del decennale tedesco che di una discesa del btp Italiano.

Speriamo bene ma per intanto vorrei se vi riuscite suggerirvi la lettura del Sole 24 ore di ieri nel quale ho trovato diversi interessanti articoli (tutti piuttosto pesanti in punto umore).

Mi è piaciuto l’articolo di Giannini su Repubblica di oggi perché colpisce nel segno mentre trovo invece utopista l’articolo sul Corsera di oggi degli economisti Giavazzi ed Alesina; non voglio contestare l’articolo perché suggerisce cose esatte ma credo che ne la BCE ne la Germania accetteranno quanto in proposta.

Continuo a sostenere che bisognerà cavarsi da soli dall’impaccio dopodiché si potrà pretendere le misure oggi ostacolate dai Tedeschi.

Sto cercando di rendere semplice la spiegazione della patrimoniale a costo zero.

Penso che nel giro di due , tre giorni riuscirò a postarla.

Un saluto.

martedì 22 novembre 2011

La situazione attuale dei mercati

Ancora un saluto a tutti.

Purtroppo la situazione dei mercati resta grave e complici le tensioni sul debito degli Stati Uniti (incapacità di trovare un accordo fra Repubblicani e Democratici), sulla Francia (con il rischio della perdita della tripla A) e sull’Austria per l’esposizione delle banche della stessa sui mercati dell’Est.
I valori dei CDS (Credit Default Swap) su queste nazioni restano alti e gli spread sul Bund sono ormai preoccupanti.

Mi sembra che i politici europei brancolino nel buio e non riescano a trovare il bandolo della matassa.

E’ evidente che la situazione attuale è un qualcosa di mai sperimentato negli ultimi cinquant’anni e perciò essendo sconosciuta la malattia non si sono ancora trovati gli antidoti giusti.

C’e’ poi grande confusione: da un lato i pessimisti che soffiano sul fuoco delle disgrazie per poter comparire in prima fila e poter dire io c’ero e io l’avevo predetto.
Ci sono poi gli ingenui che credono che con terapie vecchie si possano affrontare e debellare gli odierni problemi.

Ecco allora che i politici annaspano fra  una soluzione e l’altra perdendo tempo prezioso e creando confusione sui mercati.

Mercati ormai dominati dalla speculazione ribassista.
Coloro che scommettono sul fallimento dell’Europa,  per guadagnare al momento della deflagrazione, hanno vita ben facile vista la modestia degli avversari sul campo.

Ecco quindi che sul mercato economico registriamo la presenza di due avversari della crescita:
Il primo dato dalla situazione contingente che è senza dubbio difficile e che registra un progressivo rallentamento di consumi e ordini. E’ evidente poi che quando si sparge il pessimismo ognuno di noi rallenta i movimenti per non sbagliare e di conseguenza come in autostrada quando il primo frena, il quinto tampona.

Secondariamente la pessima gestione di questo tipo di crisi ha smascherato i vari stati sul problema del debito e di conseguenza, con il venir meno della fiducia (fase abilmente pilotata dalle agenzie di Rating) si è registrato l’innalzamento del valore dei CDS e quindi degli spread e dei tassi di interesse.
Assistiamo allora ad una difficoltà di rifinanziamento del debito di alcuni stati come conseguenza delle operazioni di raccolta delle banche di questi stessi stati.

Raccolta difficile e alti tassi hanno per conseguenza il Credit Crunch (restringimento del credito da parte del sistema bancario) o nell’ipotesi migliore l’aumento degli oneri finanziari per le aziende.
Registro un incremento sui mercati degli spread di oltre 400 basic points con punte anche di 600.

Non sono un economista ma ritengo che tutto questo sia ampiamente recessivo.
Se poi vi è recessione il PIL nominale scende e di conseguenza anche senza deficit di bilancio il rapporto deficit PIL peggiora ancora chiamando ulteriori disgrazie.
Occorre intervenire subito per spegnere l’incendio e questo si può ottenere solo riducendo subito e di molto il debito pubblico.

Sostengo e appoggio questo Governo ma ho l’impressione che le prime iniziative siano volte a rincorrere il pareggio con ulteriori tasse e non a cercare di  ridurre il debito.

I primi  provvedimenti di cui si parla rischiano di essere  ancora recessivi ed assolutamente inefficaci.
Continuo a ribadire l’utilità di una patrimoniale strutturata ed importante, capace di soffocare l’incendio e di conseguenza ridurre gli oneri finanziari.

Sto cercando un contatto a livello politico per poter spiegare la mia idea che a breve illustrerò in questo spazio.


Un saluto a tutti.

Articolo Messaggero Veneto

Un saluto a tutti.

Ho aspettato due giorni per postare le mie sensazioni dopo l’articolo di domenica.

Devo essere sincero, ho ricevuto in risposta circa 200 e-mail ed una cinquantina fra sms e telefonate di conoscenti.

Mi aspettavo molti più contatti, ma la cosa che più mi ha sorpreso è stata la totale assonanza fra il mio pensiero e le e-mail ricevute.

Solo una e-mail di protesta, credo da parte di un elettore della Lega, e due e-mail che mi accusavano di protagonismo / ingenuità.

Scopro con molto piacere che gran parte delle persone si è completamente ritrovata in queste idee ed è molto bello poter  rialimentare la fiamma della speranza e dell’orgoglio di nazione.

Ho avuto un buon riscontro con due articoli comparsi su quotidiani locali, ne allego uno.

Inoltre c’è stata un'intervista su una televisione locale (Telefriuli) trasmessa nel telegiornale della sera.
A breve sarà visionabile su Youtube.

Ad oggi invece non ho avuto alcun riscontro da parte di politici.

Capisco che sia meglio far scivolare le notizie piuttosto che contrastarle ma talvolta bisognerebbe avere il coraggio di farsi sentire.
Si sa come dice il Manzoni “ il coraggio . . . . .”

Ho saputo che l’intervento è stato tacciato di partigianeria e mi è già stata attribuita una connotazione politica. Come sempre si etichettano le persone invece di ascoltarle.

Spero che un po’ alla volta qualche cosa cambi...


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domenica 20 novembre 2011

Valoppi Giuseppe: presentazione ed introduzione al blog

Buon giorno a tutti,

mi chiamo Giuseppe Valoppi, sono nato a Sedegliano nel 1960. Diploma di Istituto Tecnico Commerciale.
Ho lavorato in diverse banche dal 1983 al 1998. Da allora opero come consulente finanziario.
Dall’età di 16 anni sino ai 25 sono stato attivamente impegnato in politica.
Militavo nel Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana.
Ad un certo punto non sono più stato in sintonia con quanto stava accadendo ed ho manifestato il mio malessere nel corso di un congresso provinciale.
Il mio distinguo non è stato accettato / capito ed allora ho preferito dimettermi dal partito ed ho interrotto qualsiasi attività politica.
Dall’inizio dell’estate i problemi che hanno colpito il nostro paese mi hanno convinto che qualcosa andava fatto per aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi.
Presente la crisi attuale ritengo doveroso cercare di raggiungere una riduzione del debito pubblico Italiano.
Ho allora cercato di rielaborare alcune idee presenti sul Web ed ho formulato una mia ipotesi di patrimoniale (400/MD) da far pagare in modo intelligente per ridurre l’impatto della stessa su chi la paga a meno di 100/MD.
Ho postato la mia idea a diversi siti e a diversi politici non ottenendo alcuna risposta.
E’ nata allora l’idea dell’intervento sul giornale per cercare di mobilitare le coscienze e stimolare il dibattito.
Questo sito nasce proprio con l’intenzione di far nascere idee, discuterle ed eventualmente poi proporle a tutti.

Un augurio ed un saluto.

Giuseppe Valoppi