martedì 4 dicembre 2012

PROPOSTA RIDUZIONE DEFICIT PIL SOTTO 70% DOPO BCE 2011

Ieri vi ho postato la mia proposta del settembre 2011 con la quale sollecitavo un'operazione volta a ridurre il debito in maniera rapida e consistente.
Vi ricordo che nello scorso dicembre il Presidente della BCE Mario Draghi permise alle banche (per importi illimitati) di riscontare presso la BCE stessa i mutui concessi al tasso dell'!% per i primi tre anni.
Bene, alla luce di tale offerta, andai a modificare la mia proposta originaria per sfruttare il regalo della BCE.
La struttura della proposta come vedrete non si modifica quanto a speculazione sui CDS ma diventa molto meno onerosa per i cittadini.
I dati sul totale interessi a carico dell'Italia sono diversi rispetto a quanto riportato ieri perchè vi ricordo, le due proposte hanno date diverse e tengono conto dei diversi valori espressi a tali date dal mercato.
Entro 2 giorni vi posterò le mie considerazioni finali riguardo alle due proposte e passerò ad elencare quanto l'Italia ha perso in questo anno per non aver fatto quanto da me proposto.
Da ultimo evidenzio che diverse persone hanno letto il mio post di ieri (spero tutto anche se molto lungo) ma nessuno ha postato un commento finale.
Mi piacerebbe leggere pareri ed indicazioni anche contrarie per poterne discutere insieme.
Buona lettura:

PROPOSTA RIDUZIONE DEFICIT PIL AL 70% DOPO MOSSA BCE DELLO SCORSO DICEMBRE

La proposta che vado ad esporre non è altro che una rielaborazione di quella da me ipotizzata il 26 settembre 2011.
Ferma restando   la parte relativa alla vendita allo scoperto dei CDS che come abbiamo visto dovrebbe  dare un dato positivo compreso fra i 100/MD ed i 200/MD.
Come vedremo in seguito questa proposta va a pesare ancora meno sui privati per cui ritengo corretto che tutte le somme incassate vadano allo stato ad immediata riduzione del debito;
come conseguenza  avremo una riduzione del debito ben oltre i target  stabiliti per cui si potrà nei 10 anni successivi utilizzare un decimo all’anno di tale somma per fare sviluppo soprattutto attraverso una riduzione del cuneo fiscale (si potrà fare extradeficit per circa 1 punto % di PIL ogni anno).
Detto tutto ciò a raccordo vado a spiegare come si può migliorare la proposta di settembre approfittando dei soldi messi a disposizione dalla BCE.


Durante lo scorso mese di dicembre la BCE si è dichiarata disponibile a finanziare le banche al tasso dell’1% a fronte del risconto di mutui dalle stesse detenuti.
Nel frattempo dal mese di settembre gli spread si sono ancora allargati ed attualmente il costo per l’Italia per interessi sul  debito a lungo termine supera il 6%
Detto ciò osserviamo che il costo totale per interessi per l’Italia nei prossimi 10 anni sarà:

2012                                85/MD
2013                                95
2014                               102
2015                               107
2016                               110
2017                               115
2018                               120
2019                               120
2020                               120
2021                               121

                                      1094       COSTO TOTALE IN 10 ANNI
                                                                                                                                                                       

E’ evidente che in misura sempre più crescente dovremo inseguire il pareggio di bilancio con nuovi sforzi e misure sempre più impegnative.
Dobbiamo ridurre il debito a 1.100/MD cioè riportare il rapporto debito PIL sotto il 70%.
Come facciamo:

1)      Patrimoniale sui beni degli Italiani pari a 400/MD in vent’anni
2)      Vendita di beni dello stato pari a 300/MD in dieci anni.
La somma complessiva è di 700/MD che però ci servono tutti subito.

1)Patrimoniale sui beni degli Italiani:
Per prima cosa evidenziamo che il totale della ricchezza netta degli Italiani è pari ad almeno 4.500/MD.
Andremo allora a stabilire una patrimoniale del 10% della ricchezza degli Italiani da incassare subito ma da spalmare nel pagamento in vent’anni cioè 20/MD all’anno e perciò una cifra inferiore a quella fatta pagare dal Governo Monti pari a 28/MD anno.
A questo punto ogni Italiano andrà presso la sua banca e si farà anticipare a titolo di Mutuo Ipotecario la somma da versare allo stato e concederà ipoteca su beni immobili di proprietà fino alla concorrenza della somma ottenuta.
L’interesse da pagare alle banche resterà a carico dello stato.
I privati dovranno pagare anno dopo anno le rate del mutuo pari ripeto a 20/MD come se stessero pagando una patrimoniale dilazionata.
Le banche risconteranno in BCE i mutui all’1%.

2)Lo stato crea una società pubblica nella quale versa i 400/MD incassati.
Questa società acquista dallo stato 700/MD di beni pubblici.
Per il pagamento utilizza i 400/MD appena incassati e per la differenza si fa erogare altri mutui ipotecari dalle banche per altri 300/MD concedendo ipoteca su tutti i 700/MD di beni.
Anche i 300/MD di mutui verranno riscontati all’1% in BCE e questa volta però il finanziamento verrà rimborsato in dieci anni con la vendita di 30/MD di beni pubblici all’anno.
Otterremo così soldi subito a fronte di una vendita dilazionata di parte del patrimonio pubblico.

RICAPITOLIAMO:

I PRIVATI SI INDEBITANO PER 400/MD

LA NUOVA SOCIETA’ PUBBLICA SI INDEBITA PER 300/MD

LO STATO DISMETTE 700/MD DI BENI E INCASSA 700/MD.

Con i 700/MD incassati lo stato va a riacquistare debito pubblico in circolazione per almeno 850/MD sfruttando l’attuale momento che vede il prezzo dei titoli pubblici ben sotto la pari.
Otterremo così una veloce discesa del debito pubblico da 1.900 a 1.050/MD.
Anche consolidando nel bilancio statale la società veicolo e comprendendo il debito della stessa nel bilancio statale avremo un debito totale di 1.350/MD in discesa poi di 30/MD all’anno per effetto dei rimborsi.

COSTO FINANZIARIO PER L’ITALIA:

Sui 700/MD di mutui il costo sarà nel primo anno di 7/MD e tale somma andrà a diminuire di anno in anno per effetto del duplice ridursi dei mutui.
Il secondo effetto positivo per l’Italia sarà la immediata riduzione degli spread perché il vero debito  pubblico Italiano sarà adesso solo 1.050/MD  pari cioè al 66% del PIL cioè un livello più basso di quello tedesco.
Non penso che i ns tassi si allineeranno a quelli della Germania ma è quasi certa la discesa dello spread di almeno 200/250 b. p.
Quindi con tassi non superiori al 4% il costo per finanziare i 1.050/MD di residuo debito senior sarà di 42/MD anno.

Come si vede il costo totale per interessi scenderà nei dieci anni da 1.094/MD a meno di 500.
Risparmieremo perciò quasi 60/MD anno “quasi tre finanziarie” e se vorremo lo stato stesso se lo riterrà potrà utilizzare parte dei risparmi per farsi carico del pagamento delle rate dei mutui dei privati; ecco perché io ho chiamato la mia proposta:



PATRIMONIALE A COSTO ZERO.

Dopodiché io ritengo invece che la patrimoniale vada fatta comunque pagare a tutti i possessori di ricchezza che non riusciranno a dimostrare come hanno accumulato i patrimoni (evasori) mentre non colpirei la ricchezza accumulata dopo regolare pagamento delle tasse (è l’evasione che va colpita non la ricchezza in senso stretto).
La rimanente somma di risparmi potrà essere destinata allo sviluppo (e ce n’è grande bisogno ) ma anche alla riduzione del carico fiscale oggi troppo elevato.
Da ultimo occorrerà far ripartire il sistema finanziario per aiutare le imprese ed ecco che 50/MD ottenuti con la manovra potranno essere destinati a temporaneo sostegno delle banche ma soprattutto del mondo produttivo.


Giuseppe Valoppi
3355394342
valoppig@libero.it oppure giuseppe.valoppi@libero.it

                                                                      

lunedì 3 dicembre 2012

GOVERNO MONTI BOCCIATO IN ECONOMIA

Oggi ho deciso di tediarVi.
Tutti abbiamo letto le notizie circa le previsioni dell’Ocse per il 2013 (-1% PIL) e quelle riguardanti il drammatico incremento dei disoccupati in Italia ed in Europa.
Oggi è anche uscita l’informazione circa il costo reale che gli Italiani dovranno sopportare per pagare l’IMU. Come volevasi dimostrare i provvedimenti del Governo Monti hanno determinato un costo quale imposta  patrimoniale annua di oltre 33/MD rispetto ai 28 inizialmente previsti.
Tutto questo mi fa ancor più arrabbiare perché lo scorso anno si sarebbe potuto fare molto meglio contenendo il costo a 20/MD anno.
Oggi vi allego la proposta che inoltrai all’allora Governo in carica, a politici dell’opposizione, a Banca d’Italia, all’attuale ministro del Tesoro Grilli ecc. ecc.
Come vedrete (se avrete la pazienza di leggerla) c’era la possibilità di ottenere ampi risparmi finanziari (riduzione di interessi pagati di quasi 500/MD in 10 anni ed inoltre si sarebbe potuto guadagnare oltre 100/MD Euro con una speculazione sui CDS che avrebbe visto perdenti gli Hedges Funds e tutti coloro che stavano scommettendo sul fallimento dell’Italia.
Pensate il debito pubblico Italiano ridotto grazie al gentile contributo dei vari Hedges funds sparsi nel mondo. Bah troppo facile.
La proposta che vi allego è quella che feci nel settembre 2011; nel dicembre 2011 Draghi mise a disposizione delle banche la possibilità di riscontare in BCE i mutui concessi  tasso dell’1%.
In conseguenza di ciò io rielaborai la proposta modificandola per adattarla alla novità; domani vi posterò la rielaborazione per darvi modo di analizzarne le differenze.
So di aver scritto troppo ma credo che solo con la lettura completa si possa (almeno spero) apprezzare l’idea.
Buona lettura. . . . .

PROPOSTE PER LA RIDUZIONE DEL RAPPORTO DEFICIT PIL AL 70% IN VENTI ANNI

Il totale del debito pubblico Italiano è oggi superiore ai 1.900/MD

Per scendere al  70% occorrerà recuperare risorse per  800/MD

Qualsiasi manovra di tale importo porterebbe ad uno shock economico e perciò si dovrà utilizzare più provvedimenti insieme per raggiungere l’obiettivo.

Distingueremo ora la manovra in due fasi descrivendo gli strumenti e le operazioni da effettuare di volta in volta per poi calcolare costi e benefici al termine dell’esposizione.

Paradossalmente la prima fase dell’operazione è estremamente favorita dalla difficoltà del momento.
Il grado di fiducia verso l’Italia è sensibilmente diminuito e ciò ha causato un innalzamento del costo dei CDS sull’Italia stessa “strumenti per la copertura del rischio su un debitore” e conseguentemente una feroce discesa delle quotazioni dei titoli di stato Italiani.
Approfittando di questa situazione  si opererà come segue:

FASE 1

A)Per prima cosa lo Stato Italiano dovrà sospendere le emissioni a lungo termine per evitare di pagare gli attuali spread ricorrendo solo ad emissioni di BOT certamente al momento meno costose.
Tale operazione genererà sui mercati la convinzione che l‘Italia non sia più in grado di emettere ed è possibile che il valore dei CDS cresca ancora e che i titoli a lungo termine subiscano ulteriori diminuzioni di prezzo.


B)Si incarica la BCE di acquistare titoli di stato italiani per un valore nominale di circa 800/MD.
 Per l’operazione la BCE dovrebbe spendere circa 700/MD visto l’attuale valore dei CCT e dei BTP.


C)(qui veniamo al lavoro sporco) Visto che il mercato li cerca disperatamente e sembra che tutta la speculazione mondiale non ne possa fare a meno la BCE dovrà soddisfare le necessità di protezione di tutti gli speculatori del mondo vendendo il CDS sul debito Italia, che oggi ha raggiunto un valore superiore ai 500 b.p. fino ad un controvalore totale di 400/MD euro.


Occorre considerare che è con l’acquisto dei CDS sul debito che si costringe un debitore a fallire, infatti la costante crescita di valore di questi strumenti comporta l’automatico aumento del costo degli indebitamenti. Visto che sino ad oggi non si è voluta sospendere la negoziazione di simili dannosi prodotti è giusto  ora utilizzarli per punire gli speculatori.



Vi chiederete come: ecco la seconda fase del progetto:

FASE 2

A)Viene stipulato con lo stato Svizzero un accordo simile a quelli già sottoscritti dalla Germania e dall’Inghilterra che riguardi i patrimoni Italiani ancora detenuti in tale nazione e con tale operazione si dovrebbero incassare   50/MD euro.

B)Dismissione di beni pubblici per un ammontare di 300/MD assistita da emissione per pari importo di CCT 10 anni a rimborso garantito.


La dismissione dei beni pubblici e delle quote di società detenute dallo Stato e dai vari enti è una operazione sulla quale si è tanto scritto.
Tale operazione ,concettualmente corretta in quanto consentirebbe di recuperare risorse da beni oggi scarsamente produttivi, necessità a mio avviso di tempi oggi non disponibili.
Nella sostanza il rientro del debito di cui parliamo deve avvenire al più presto in quanto occorre mandare al mercato segnali importanti ed immediati.
Una rapida vendita dei beni causerebbe però notevoli perdite perché il rischio di effettuare una svendita sarebbe reale.
Occorre poter dilazionare le vendite in 10 anni trovando tutte le risorse subito.
Come fare?
Lo Stato dovrebbe emettere un bond della durata di 10 anni del controvalore di 300/MD euro garantito da ipoteche e vincoli sui beni di proprietà dello Stato e dei vari enti pubblici.
Ipotizzando che al servizio/garanzia  del bond vengano posti beni (anche quelli che non si ritiene di vendere) per 700/MD lo stesso bond risulterebbe particolarmente gradito dai mercati essendo molto meno rischioso di altri e su questo titolo lo stato potrebbe pagare tassi molto vicini a quelli della Germania “diciamo ben inferiori al 3%.
Lo stato dovrà nei 10 anni che seguono procedere alla vendita di beni per 30/MD annui e destinare tali somme al rimborso del bond stesso.
Così facendo non avremmo una svendita del patrimonio  ma avremmo subito disponibili 300/MD.

C)Il governo Italiano, peraltro già d’accordo con la BCE, stabilisce una patrimoniale del 5% sui patrimoni netti inferiori a 1/M euro e del 10 % per quelli superiori a tale cifra.
Considerando che il totale assets netti dell’Italia dovrebbe essere superiore ai 4500/MD la somma da incassare con la patrimoniale dovrebbe essere di circa 400/MD.
Il solo pensare di applicare in un colpo solo una simile imposta fa venire la pelle d’oca ma ho sviluppato due idee alternative per raggiungere questo obiettivo.



PATRIMONIALE PAGATA SUBITO IN CONTANTI DA PARTE DEI CITTADINI

In questo caso gli Italiani che hanno pagato la patrimoniale  riceveranno dallo stato due titoli così strutturati:
a)Titolo che darà diritto a ricevere per 20  anni una somma pari al 5% annuo.
b)Diritto /warrant a ricevere una somma così stabilita:
 warrant = (CDS0 –CDS1)/CDS0=MAX 40%
ove CDS0 è il valore del CDS venduto dalla BCE CDS 1 sarà il valore del CDS sull’Italia ad un anno dalla operazione.
Il diritto come da me calcolato rappresenta la somma percentuale che l’investitore riceverà sul nominale di imposta pagato se l’operazione raggiungerà gli effetti auspicati.

CONSEGUENZE PER LO STATO ITALIANO

La somma globale incassata con le tre operazioni  dovrà essere destinata alla riduzione dell’attuale indebitamento utilizzando la stessa per 700/MD per acquistare parte del debito quotato annullando lo stesso mentre 50/MD dovranno essere destinati ad eventuali ricapitalizzazioni del Sistema Bancario ove questo fosse ancora in difficoltà.
Fra i titoli da ricomprare  andranno senz’altro compresi quelli acquistati dalla BCE lasciando alla stessa una piccola percentuale di guadagno e quindi sfruttando il basso prezzo d’acquisto.
E’ molto probabile che a conti fatti si riesca a rimborsare un valore nominale di debito di 800/MD.
Con questa operazione il debito totale scenderà da 1.900 a 1400/MD  per poi arrivare a 1.100/MD allo scadere del decimo anno grazie al costante rimborso del CCT garantito dai beni statali.
In termini percentuali il deficit pil scenderà subito sotto il 90% per arrivare  poi al 70%
Questo livello di indebitamento finale è inferiore a quello della Germania e credo che perciò il valore del CDS Italia non potrà che scendere e di parecchio.
Anche ipotizzando che il chiamarsi Italia continui a non pagare,  lo spread sul bund dovrebbe scendere di almeno 150 bp e di conseguenza il valore dei CDS stessi dovrebbe ridursi per pari importo.
Arrivati a questo punto l’Italia avrà raggiunto entrambi gli obiettivi (abbattimento del debito  e contenimento del costo % dell’indebitamento). Ho ipotizzato di considerare alla stregua di interessi il 5% annuo pagato e pertanto si evidenziano i seguenti risultati:






ANNO    INT. ANTE           INT SU  DEBITO      INT SU          INT A CITTADINI
               OPERAZIONE         RESIDUO               CCT GAR.        

2012                   80/MD                44/MD                     9/MD                     20/MD
2013                   87                                                       8,1                          
2014                   95                                                       7,2                          
2015                  100                                                      6,3                          
2016                  100                                                      5,4                          
2017                  100                                                      4,5                          
2018                  100                       “                               3,6                          
2019                  100                                                      2,7                          
2020                  100                                                      1,8                          
2021                  100                                                      0,9                          

TOTALE           972                    440                            49,5                         200

Come si vede anche trattando come interessi la somma restituita agli Italiani il risparmio per lo stato sarebbe di oltre 280/MD in dieci anni.
Nei dieci  anni successivi il risparmio sarebbe di 36/MD all’anno e poi a partire dal ventesimo  il risparmio raggiungerebbe i 56/MD annui.
Tali risparmi saranno parzialmente utilizzati per stimolare la crescita 15/MD anno cioè 1 punto di PIL mentre la differenza verrà restituita sotto forma di riduzione del carico fiscale (-1% di tasse rispetto al PIL nei primi 10 anni, -2,3% nei successivi 15  e -3,5% a partire dal ventiseiesimo.

CONSEGUENZE PER IL SISTEMA PRIVATO ITALIA

I cittadini pagatori della patrimoniale riceveranno in 20 anni e cioè 10,5 anni medi il totale delle  somme pagate. Il titolo che riceveranno sarà comunque quotato ed il suo valore sarà sicuramente superiore a 55 e probabilmente sarà vicino a 60.
Il secondo titolo pagherà se la manovra avrà gli effetti sperati.
Simulando avremo che se il CDS scenderà a 300bp la BCE lucrerà 160/MD cifra che di alzerà a 200/MD in caso di discesa a 250 e arriverà a 240/MD se il CDS planerà a 200.
Riconosciuti 10/MD alla BCE per il disturbo la rimanente somma verrà trasferita ai possessori dei warrant che incasseranno una cifra percentuale del 10% circa ogni 50 bp di discesa del CDS.
Completando i conteggi se si raggiungerà un CDS a 300bp da 500 gli Italiani riceveranno circa il 40% della patrimoniale pagata.
Come si vede il sacrificio che si va chiedere riguarda solo gli interessi sulla somma pagata se  la speculazione sul CDS non darà i frutti sperati, con l’ipotesi media (discesa del CDS a 400 gli italiani riceverebbero il 120% della somma pagata mentre nell’ipotesi di CDS a 300 il rimborso raggiungerà il 140%.
 Se invece si vorrà vendere subito  entrambi gli strumenti  il costo totale della patrimoniale sarà pari a 0  “Best option” e una perdita del 40% “worst option” della somma inizialmente pagata.
Siccome non ritengo giusto che l’operazione debba diventare una speculazione per gli Italiani se il warrant assumerà valori superiori al 40%,  per effetto di una discesa del CDS sotto il livello di 300,
tutta la differenza verrà incamerata dallo Stato e portata a decurtazione del debito.
I cittadini inoltre beneficeranno comunque delle riduzioni di tasse che si conseguiranno e cosa più importante  il miglioramento del merito di credito dell’Italia si travaserà sul Sistema bancario ed economico nel suo complesso.
Voglio sottolineare che due punti in meno di interessi per la parte privata dello stato rappresentano sul totale debiti dei privati una cifra pari a oltre 50/MD euro.


                                            RICAPITOLANDO

RIDUZIONE DELL’INDEBITAMENTO ITALIA DI 800/MD
MINORI COSTI PER INTERESSI PER LO STATO ITALIANO 640/MD  IN VENTI ANNI
MINORI TASSE PER 340/MD NEI PRIMI VENTI ANNI DOPO LA MANOVRA
MINORI COSTI PER INTERESSI PER PRIVATI ED IMPRESE ITALIANI PER 50/MD ANNO


                               COSTO  IMMEDIATO PER I CITTADINI ITALIANI:

NESSUNO SE DETERRANNO I TITOLI A RIMBORSO SINO ALLA SCADENZA CON ANZI UN UTILE IMPORANTE SE LA SPECULAZIONE SUL CDS ANDRA’ IN PORTO
DA 0 A 160/MD A SECONDA DELLE VARIE IPOTESI SE VENDERANNO IL PRIMO TITOLO SUBITO.

Il rapporto costi benefici è enorme perchè si ipotizza che una parte del progetto venga “gentilmente finanziata” dalla speculazione mondiale che farebbe un bagno di sangue perdendo la scommessa Italia ma ritengo che “chi di CDS ferisce di CDS . . . . . . .

Nel suo complesso vediamo che una patrimoniale importante 400/MD iniziali abbinata ad altri strumenti potrebbe auto ridursi fino a zero ma permetterebbe di raggiungere il 70% di deficit pil e cioè di arrivare una volta per tutte ad un livello ottimale per riprendere a vivere.

Per chi invece pensasse che una simile patrimoniale non sia sopportabile dal sistema Italia ho ipotizzato il piano alternativo:


IPOTESI DI PATRIMONIALE DA PAGARE IN VENTI ANNI

Fermi restando gli importi della patrimoniale e cioè 400/MD si può ipotizzare che venga concessa ai cittadini la possibilità di pagare in venti anni.
In questo caso lo stato Italiano provvederà a collocare sui mercati un secondo CCT DEL VALORE GLOBALE NOMINALE DI 400/MD questa volta garantito dai beni degli Italiani stessi (ipoteca sugli immobili o pegno sui titoli).
Anche in questo caso la rischiosità del prestito sarebbe minima e si pagheranno interessi simili a quelli pagati sul CCT garantito dai beni pubblici.
L’imposta pagata dagli Italiani pari a 20/MD all’anno (molto meno dell’attuale manovra) sarà utilizzata per rimborsare il CCT per il quale è infatti previsto il rimborso in 20 rate annuali..
Fermo restando l’utilizzo delle somme rivenienti otterremo i seguenti risultati:

CONSEGUENZE PER LO STATO ITALIANO:

Riduzione immediata del deficit per 150/MD (i 50 dalla Svizzera più  i 100 per il risparmio sull’acquisto dei titoli di stato dalla BCE.
Ulteriore riduzione graduale del deficit  di 50/MD all’anno per i primi dieci anni e di 20 all’anno per i dieci successivi.
Così operando il deficit Pil scenderà subito al 110%, arriverà al 83% dopo dieci anni raggiungendo come nell’altra ipotesi il 70% allo scadere del ventesimo.


Il debito totale sarà a sua volta così diviso:

1050/MD debito senior non garantito
  300/MD debito con rientro previsto in 10 anni garantito dai beni dello stato e degli enti
  400/MD debito con rientro previsto in 20 anni garantito dai beni dei privati Italiani

Come nell’altra ipotesi vado a calcolare il risparmio per interessi:

ANNO    INT. ANTE        INT SU  DEB.    INT SU              INT  SU CCT
               OPERAZIONE   RESIDUO          CCT GAR.     GAR DA PRIVATI

2012                   80/MD         44/MD                        9/MD                    12/MD
2013                   87                                                  8,1                        11,4
2014                   95                                                  7,2                        10,8
2015                 100                                                  6,3                        10,2
2016                 100                                                  5,4                          9,6
2017                 100                                                  4,5                          9,0
2018                 100                                                  3,6                          8,4
2019                 100                                                  2,7                          7,8
2020                 100                                                  1,8                          7,2
2021                 100                                                  0,9                          6,6

TOTALE          972               440                              49,5                       93,0

In questa ipotesi il risparmio per interessi sarà pari a  400/MD cifra che dovrebbe salire a 500/MD nei dieci anni successivi per poi raggiungere i 56/MD anno  come nell’esempio precedente.
Non avendo previsto alcuna emissione di titoli a favore dei privati il risparmio finanziario ulteriore conseguito nei venti anni  “(400 – 280) + (500-360)” cioè globali 360/MD verrà restituito a chi ha versato la patrimoniale quale credito d’imposta su singoli anni successivi al pagamento della prima rata.
Con questa ritocco  l’operazione diventa apparentemente neutra per lo stato  rispetto a quella che prevedeva il pagamento immediato della patrimoniale.





COSTO PER I CITTADINI

In questo esempio abbiamo visto che i cittadini si troveranno a pagare 20/MD euro annui ma potranno ricevere negli anni x +1 somme via via crescenti ma comunque una cifra quasi pari all’imposta pagata. Il raggiungimento degli obiettivi permetterà il progressivo azzeramento dell’imposta pagata per chi continuerà a pagare tasse nei 20 anni successivi.

In questa seconda ipotesi il ricavo dalla speculazione dal CDS andrà tutto allo stato  e avremo;

CDS 0              CDS 1                          UTILE PER LO STATO    
500                    500                                                   0                                                      
500                    450                                                 40/MD            
500                    400                                                 80/MD                                          
500                    350                                               120/MD                               
500                    300                                               160/MD                                          
500                    250                                               200/MD                                           
500                    200                                               240/MD                                            


Se come spero l’operazione genererà utile lo stato dovrà destinare l’intera somma all’ulteriore riduzione del deficit ma potrà nei 10 anni successivi utilizzare un decimo della stessa all’anno per scopi di sviluppo, riduzione cuneo fiscale ecc. anche conseguendo  un deficit di bilancio         annuo di pari importo visto che il target di riduzione del debito viene comunque rispettato.
Come si vede sui cittadini che pagano le tasse la patrimoniale inciderà per  cifre irrisorie mentre invece gli evasori cioè i detentori di grossi patrimoni non messi a reddito che non verseranno tasse in futuro si ritroveranno a pagare l’intera imposta pur se diluita nei 20 anni.

Da ultimo voglio sottolineare ancora una volta che il miglioramento della situazione dello Stato Italiano si trasmetterà anche al Sistema Bancario.
Oggi le nostre banche sono messe in discussione non perché hanno taroccato i bilanci o investito in strumenti a rischio ma solo perché detentrici di titoli di stato Italiani.
Il miglioramento del merito di credito dell’Italia farà risalire i prezzi degli stessi e immediatamente si ridurrà in maniera importante la pressione sulle banche stesse.
Non serviranno più ricapitalizzazioni ed anzi credo che le quotazioni delle stesse (oggi prive di senso) risaliranno immediatamente con immediati effetti benefici per i detentori delle azioni stesse (privati e Fondazioni Bancarie).
In ogni caso ove servisse (singoli casi di difficoltà) ho previsto di tenere a disposizione la somma di 50/MD euro da utilizzare per le ricapitalizzazioni da effettuare con uno strumento simile ai Tremonti Bond così strutturato:

Prestito convertibile a 10 anni

Tasso 7% annuo

Conversione obbligatoria in azioni della banca ove la stessa non provveda al rimborso nei 10 anni.

Con questa operazione le banche verrebbero ricapitalizzate senza costringere alla diluizione gli attuali azionisti (cui sono già stati richiesti importanti sacrifici).
Sarà compito di ogni singola banca evitare di distribuire dividendi nei 10 anni successivi per poter rimborsare, anche prima della scadenza, i prestiti ottenuti.

Dopo le due operazioni, sullo stato e sulle banche, il merito di credito delle stesse aumenterà di molto ed è probabile che il loro costo della raccolta si allinei a quello degli istituti della Germania e che di conseguenza il costo per indebitamento del settore privato Italiano sia uguale a quello dei Tedeschi.
Pari costo = pari competitività e perciò migliori opportunità di competere sui mercati.

Buon lavoro e          Viva l’Italia.


 Codroipo 26 settembre 2011

                                                                                            Giuseppe Valoppi

giovedì 29 novembre 2012

I COMPITI PER CASA DELL'ITALIA

Nei precedenti post ho parlato di crisi del modello occidentale e di sostenibilità del debito.
I due argomenti riguardano gran parte dell’Europa, gli  Usa  ed il Giappone.
Detto ciò oggi voglio solo parlare di ciò che dovrà  fare l’Italia nei prossimi  5 anni per togliersi dagli impicci.
E’ evidente a tutti che il il ns bel paese è purtroppo caduto da tempo nell’occhio del ciclone e non passa giorno che qualche profeta di sventura non pronostichi  un default dello stato sovrano ed una uscita dall’Euro.
Non voglio neanche soffermarmi sulla possibile uscita dall’euro perché passare ad elencare le conseguenze mi porterebbe a parlare di guerra civile e non voglio neppure pensare per un momento a questo.
Detto ciò vediamo cosa  non ha fatto l’Italia  sino ad oggi e parliamo di ciò che deve fare da adesso in poi.
I due problemi più grossi da affrontare sono.
IL DEBITO PUBBLICO
L’ANDAMENTO RECESSIVO DELL’ECONOMIA
L’argomento debito pubblico è stato già da me esaminato in precedenti post; voglio solo ribadire che mantenere livelli di debito così elevati ci condiziona in quanto espone l’Italia al costante rischio che i mercati scommettano sul ns fallimento. E’ chiaro a tutti che il risultato della scommessa è un innalzamento rapido dei tassi e la difficoltà nel rifinanziamento del debito sia pubblico che privato.
Maggior costo per interessi vuol dire maggior avanzo  primario  necessario per mantenere il pareggio di bilancio e quindi sempre maggiori  maggiori   tasse.
Inoltre l’onere finanziario più elevato aumenta i costi per le aziende che si vedono spesso costrette a chiudere anche per la difficoltà di reperire nuovi finanziamenti.
Banalizzo ma credo che una discesa del rapporto deficit Pil sotto il 100% farebbe scendere lo spread di altri 150bp e per conseguenza trasferirebbe un’impulso all’economia determinando un’accelerazione che io stimo almeno pari all’1% annuo.
Considerato che le mie stime per il PIl Italia da qui al 2015 vedono, a bocce ferme, una contrazione dello stesso pari all’1% annuo con questa prima misura riporteremmo l’andamento tendenziale  almeno allo 0.
Affrontiamo adesso il secondo punto e cioè come fare sviluppo in un paese morto come l’Italia.
Nel post in cui ho trattato  del declino del mondo occidentale ho parlato del fenomeno della globalizzazione e della conseguente delocalizzazione.
Bene ,detto ciò , io penso che noi dovremo  puntare e  difendere i settori strategici dell’economia in tutti i modi leciti possibili. Occorre rilanciare:
L’AGROALIMENTARE
IL TURISMO
L’INDUSTRIA ALMENO NELLA PARTE RELATIVA ALLE NS ECCELLENZE
In un prossimo post entrerò più nello specifico delle proposte ma credo che per fare un buon lavoro serva mettere sul piatto un importo di almeno 100/MD di euro annui.
Cribbio che sommetta e come li troviamo tutti questi soldini?
Qui mi fermo. Nel prossimo post farò finta di essere il Sig. Monti e di poter decidere come operare per tagliare la spesa pubblica. Ricordatevi obiettivo 100/MD.
Nel post successivo mi calerò nei panni del ministro dello sviluppo economico (ruolo forse più difficile e proporrò quei provvedimenti che potrebbero fa ripartire l’economia Italia E fermare il declino avanzante.

martedì 20 novembre 2012

ANCHE LA FRANCIA ENTRA NEI PIIGS

L'altro giorno in occasione dell'ultimo post ero stato facile profeta.
E' di oggi la notizia  direi di per se' scontata del declassamento della Francia.
Il governo francese si è subito preoccupato di scaricare le responsabilità sul precedente esecutivo
affermando nel contempo che le misure adeguate sono già state messe in campo.
E' vero sul fronte della crescita la Francia ha adottato quei provvedimenti (per ridurre il cuneo fiscale)che qui in Italia tanto si tarda a decidere.
Purtuttavia la situazione Europea sta lentamente scivolando e al momento non vedo soluzioni capaci di invertire la rotta; certo con provvedimenti adeguati i governi potrebbero quanto meno rallentare gli effetti della crisi  e fermare il declino andando a riallocare meglio le risorse ad oggi mal impiegate ma si sa ,ovunque ,le sacche di resistenza al cambiamento sono molto forti.
Nessuno vuol cedere niente in termini di diritti acquisiti e ci si stupisce persino se qualcuno si sogna di metterli in discussione.
Il mondo oggi e l'Italia in particolare è pieno di conflitti di interesse e di classe che impediscono di prendere le giuste decisioni e mi sa che a furia di rinviare le scelte si finirà come la Costa Concordia sugli scogli.
A proposito di diritti acquisiti mi tocca oggi parlare del caso Sicilia:
Il neo eletto Crocetta ha segnalato la scandalosa presenza in regione di 21 addetti stampa e si è detto intenzionato a ridurne il numero; sull'argomento l'ottimo Milan a radio 24 ha intervistato  un sindacalista dei giornalisti è  costui ha cercato di  difendere l'indifendibile affermando che con ciò si andavano a ledere i diritti acquisiti.
Ma dico io quali diritti acquisiti?
Persone assunte senza concorso li come altrove forse fino ad oggi hanno goduto di privilegi acquisiti ed è moralmente giusto dire BASTA. Non possiamo più permetterci regali a nessuno.
Segnalo poi l'articolo di fondo sul Corriere della Sera di Sartori; analisi come sempre amara e puntuale e alla quale vi rimando. Permettetemi però di dire che le sue conclusioni sono le mie e cioè. . . .
Attenzione ai disordini sociali perchè fra poco potrebbe iniziare il peggio.
Quando la gente non ha più da mangiare allora. . . . .
Da ultimo sempre sul Corriere di oggi pag. 9 una triste analisi della situazione cui versano le banche italiane.
Non è di oggi ma il fenomeno sta crescendo e parliamo della difficoltà degli istituti a fare raccolta e per conseguenza a concedere impieghi.
Il credit crunch di cui io parlavo lo scorso anno sta esplodendo.
Sino a quando la BCE riuscirà a tamponare il fenomeno.
Chissa???????
Siam messi sempre meglio.

domenica 18 novembre 2012

SOSTENIBILITA' O MENO DEL DEBITO


Oggi parliamo di sostenibilità del debito.

La volta scorsa abbiamo visto che la globalizzazione ha scatenato un enorme travaso di sapere e risorse dal vecchio mondo occidentale + giappone al mondo emergente.

Ieri sera durante la riunione a Udine di “fermare il declino” Oscar Giannino ha sottolineato che

atutte le fasi di globalizzazione rappresentano per il mondo un momento estremamente positivo; egli ha affermato  che la circolazione del sapere eleva nel mondo la capacità di produrre e per conseguenza l’economia mondiale nel suo complesso non può che registrare significativi impulsi.

A chi poi faceva però notare che la globalizzazione veloce lasciava comunque morti e feriti (inteso come sacche di disoccupazione dovute allo spostamento delle produzioni povere e semplici) egli rispondeva che da sempre il mondo avanzato avrebbe dovuto reagire con grande capacità ed intelligenza andando ad innovare e a stimolare le migliori capacità presenti in queste nazioni.

Il buon Giannino, che peraltro è stato fantastico per tutta la riunione, pecca a mio avviso di eccessivo ottimismo in quanto sovrastima le attuali qualità del mondo occidentale. All’interno dello stesso vi sono nazioni come la Germania che hanno saputo ristrutturarsi e innovare ed altre come l’Italia condotte da politici incapaci che non sono oggi in grado di un cambio di passo degno di nota.

Mi sto accorgendo che ancora una volta sto per parlare dell’Italia ma mi fermo qui perchè oggi voglio solo parlare del mondo occidentale in genere.

Torniamo a noi ed osserviamo che i travasi di ricchezza di cui parliamo hanno causato ampi fenomeni recessivi tamponati come si diceva grazie all’incremento dei debiti.

Come sappiamo la crisi finanziaria oggi costringe i governi a misure impopolari per contenere i deficit ma tutto questo accentua il rallentamento economico.

Come sottolineavo nel precedente blog il nodo del debito sta venendo al pettine ed è di oggi l’interessante ingresso della Francia nel club dei più (inteso come nazioni con problematiche di deficit più alto e pil più in discesa).

I francesi hanno appreso con disgusto la notizia ma credo che da adesso la grandeur francese debba eesere riposta.

Ormai dal Giappone agli Usa passando per gran parte dell’Europa il debito in essere mal si concilia con la recessione.

Si deve allora iniziare a pensare di ridurre il debito ma come si può far ciò senza traumi?

Vi consiglio una interessante analisi fatta dal Dott. Seminerio


La lettura è estremamente istruttiva in quanto il brillante economista fa una completa analisi alla quale vi rimando ma conclude tristemente affermando di non essere in grado di fornire un suggerimento.

E’ avvilente sapere che per un problema così importante non vi sia neanche una soluzione diciamo scolastica.

E’ allora veramente irrisolvibile il rebus che sta attanagliando il mondo?

Io credo che l’analisi di Seminerio sia corretta e spietata ma penso che la soluzione ci sia.

L’economista da buon liberista tende a scartare le ipotesi estreme che però a mio avviso sono le uniche possibili.

Vediamo allora di andarle ad elencare:

1)default sovrano

2)monetizzazione brutale del debito

3)monetizzazione lenta con inflazione moderata

4)patrimoniale



Scartiamo subito il punto 1 perchè, a parte la assurda proposta equadoregna prospettata da Grillo a Parma (tralascio ogni commento circa l’idiozia dell’idea) i danni provocati al sistema supererebbero di gran lunga i benefici.

Il punto 2 con una monetizzazione brutale (banche centrali che stampano a pieno regime e che annullano i titoli di stato detenuti è altrettanto impraticabile perchè minerebbe la solidità del sistema e sarebbe fortemente osteggiata dalle nazioni virtuose.

La terza è un’ipotesi plausibile. Allo stato è evidente che la Germania pagando tassi vicini all’1 percento riesce nell’intento contenendo l’onere finanziario sotto il tasso di inflazione.

Anche gli Usa pagano tassi inferiori e potrebbero fare altrettanto ma purtroppo in questo caso hanno un deficit di bilancio spaventoso che vanifica il gioco. Il Giappone fa pari fra tassi ridicoli e la quasi deflazione. Restano i porcelli (PIIGS) che invece poveretti pagano tassi superiori all’inflazione e non riescono a monetizzare l’utile derivante dalla stessa.

Cosa può fare allora uno stato stretto dallo spread e dal debito incomprimibile?

Può solo chiedere un aiutino ai cittadini ed ecco che allora la bruttissima parola che tanto schifo fa ai pensatori liberisti prende campo;

PATRIMONIALE.

Nel mio blog ne ho già parlato. Non voglio insistere ma ritengo che evasori e corrotti debbano pagarla in toto mentre ai cittadini onesti andrebbe proposta in sostituzione di altre tasse che potrebbero, grazie al risparmio di interessi essere ridotte.

Ci si divide fra fans e nenici argomentando solo con pregiudizio.

La mia paura è che quando questa imposta verrà applicata sarà troppo tardi e che il risultato sarà ancora insufficiente.

Ed allora che fare?

Scappare, scappare ed ancora scappare dalle nazioni con debito perchè tanto le cose possono andare solo peggio a meno che:

Tutto non  cambi e cedendo la sovranità all’Europa si ottengano da questa finanziamenti a tassi da aiuto ma si sa nessuno oggi vuole cedere potere, Spagna Italia e Francia nessuno ha bisogno di aiuti e si sa se il malato non vuole curarsi la conseguenza è l’aggravarsi della malattia.

Auguri. . . . . . .


giovedì 8 novembre 2012

FERMARE IL DECLINO DEL SISTEMA OCCIDENTALE

Sono passati quasi 11 mesi dall’ultima volta che ho scritto .
Durante tutto questo tempo ho ritenuto di non scrivere perché volevo verificare se le mie convinzioni erano errate o se invece tutte le mie paure dello scorso anno fossero motivate ed ancora attuali.
Durante il 2012 il governo Monti ha operato (male a mio avviso) perché ha solo tamponato la ferita ma non ha curato il malato Italia.
In ogni caso  non voglio parlare della situazione economica dell’Italia alla quale dedicherò uno dei prossimi  post perché  oggi c’è qualcosa di più importante da analizzare.
Oggi voglio provare a pensare e scrivere su quale futuro sia riservato alle economie dell’Occidente.
Sin dai tempi della Rivoluzione industriale le condizioni di vita dei popoli occidentali hanno iniziato una rapida ed inarrestabile ascesa. Nonostante il periodo sia stato funestato da diverse terribili guerre la parte evoluta del mondo ha potuto godere giorno per giorno dei miglioramenti offerti dalle nuove scoperte scientifiche.
Maggiori scoperte – migliore possibilità di produrre beni e servizi – maggiore ritorno economico per aziende ed operai – maggior richiesta di nuovi servizi offerti e così via.
Come sappiamo rialzo chiama rialzo ed ecco che il  PIl si è incrementato anno dopo anno e come era  logico si sono    alimentate aspettative via via sempre più elevate.
Ci si è continuamente dati target di crescita sempre più ambiziosi ed abbiamo trasmesso ai nostri figli la convinzione che la loro vita sarebbe stata migliore di quella dei loro genitori.
Tutto questo è durato sino agli anni 90 quando è iniziato il rallentamento dei bisogni nel mondo occidentale.
Negli stessi anni la parte di mondo sin qui sottosviluppata ha iniziato ad emergere andando a riempire  spazi sempre più ampi nell’economia mondiale. Sfruttando il costo della manodopera estremamente basso le nazioni emergenti hanno sottratto notevoli volumi di produzione al mondo occidentale ed il fenomeno della “delocalizzazione” ha avuto un rapido e vorticoso inizio.
Parte dei nuovi livelli di produzione è stata assorbita in termini relativi dall’aumento dei bisogni/consumi  conseguente nel mondo emergente. Tale dato ad oggi non è stato però capace di compensare a pieno la sottrazione di produzione registrata.
Per poter compensare tale squilibrio le nazioni occidentali hanno iniziato ad utilizzare la leva finanziaria e hanno ritenuto di poter temporaneamente supplire alla crisi che si sarebbe determinata andando ad aumentare i livelli di deficit delle singole nazioni.
E’ evidente agli occhi di tutti che la salvaguardia dei livelli di benessere sociale raggiunti è stata faticosamente mantenuta grazie all’esplosione dei deficit della varie nazioni.
Tutto questo ha retto sino al 2008 quando la crisi finanziaria globale è deflagrata  mettendo a nudo tutti i limiti del sistema.
Oggi ci si è accorti in Europa che i deficit non possono essere ulteriormente dilatati e sono state avviate misure di rientro che però evidentemente hanno incrementato  il fenomeno recessivo.
E’ di questi giorni poi il dibattito su quali decisioni dovrà prendere l’amministrazione degli Stati Uniti per evitare il Fiscal cliff.
E’ troppo facile sottolineare che anche i grandi States hanno un enorme problema.
Tutti hanno continuato a ritenere che questa nazione potesse correre all’infinito ed hanno incensato la costante crescita del PIL. Peccato che a PIL +2 corrispondeva un deficit di bilancio del 10%.
Vogli farvi sorridere   affermando  che  anche la povera Italia con un deficit del 10% avrebbe potuto avere un PIl positivo nel 2012.
Oggi gli Usa hanno un bel problema: come fare a ridurre il deficit e non far crollare l’economia.
Certo dovranno evitare il fiscal cliff  perché qualsiasi strumento automatico avrebbe effetti dannosissimi sul sistema ma pensiamo  che le scelte che verranno fatte saranno forse poi così diverse?
Certo gli incrementi di tasse saranno più intelligenti e mirati e la riduzione dellla spesa sarà fatta avendo riguardo alle conseguenze sull’economia ma alla fine parleremo  pur sempre di minori risorse immesse nel sistema.
A mio avviso, ben che vada, gli Usa dovranno tagliare il deficit di almeno il 5% e ciò non potrà non avere come conseguenza una discesa del Pil di almeno 3 punti percentali.
Pur presente l’incremento costante dei consumi nei paesi emergenti che rallenterà il fenomeno, assisteremo comunque ad una continua e costante lenta discesa del PIl dei paesi occidentali.
Tutto questo ha un senso?
Io credo di si. E’ inutile stupirsi ma sino ad oggi solo 1/7 della popolazione del mondo aveva goduto di ampi benefici mentra la rimanete parte viveva nella fame.
Oggi questa grossa parte del mondo reclama un posto alla mensa mondiale ed anche ritagliandosi solo un piccolo angolo andrà a sottrarre parte del cibo ai vecchi commensali i quali a loro volta non sapranno darsi pace per l’accaduto.
Oggi non possiamo più fingere e dobbiamo finalmente capire che la redistribuzione di reddito nel mondo è iniziata e che occorrerà gestire questa fase mediante un intelligente fase di Easy Landing.
Le minori risorse a disposizione dei paesi occidentali andranno gestite con intelligenza  riducendo gli sprechi per far si che gli effetti siano meno dolorosi .
Sarebbe opportuno che i governi occidentali spiegassero la situazione  e con profondo realismo iniziassero ad agire per conseguenza.
Registro purtroppo invece il mantenimento delle promesse elettorali perché nessuno ha il coraggio di dire la verità.
Lo stesso Obama, che personalmente stimo a livello umano, ieri si è spinto a dire che “il meglio deve ancora venire”. Spero di sbagliarmi ma purtroppo temo che sia l’ennesima presa in giro.
La mia infanzia vissuta nella normalità (non voglio offendere i miei genitori definendola ai limiti della povertà) mi ha insegnato che si può  comunque vivere  bene anche con qualche risorsa in meno.
L’importante è farsene una ragione evitando isterismi inutili.
Per Fermare il declino del mondo occidentale occorre  a mio avviso  gestire la fase recessiva e saper  contrastare il terribile fenomeno della disoccupazione.
Io credo che a livello globale vada sviluppato un tavolo di concertazione fra imprenditori e forze sindacali.
Io penso che sia giusto che tutti possano se lo meritano  avere un lavoro e che sia preferibile un mondo con il 100% di occupati pur con uno stipendio ridotto del 5% rispetto al mondo attuale dove la difesa dei livelli salariali determina un costante aumento dei disoccupati.
Meno soldi + lavoro.
Tale equazione potrà garantire pace sociale e placherà le tensioni che oggi stanno esplodendo.
Resta il problema della gestione dei deficit a fronte del calo del Pil ma a tale argomento dedicherò il prossimo post.
Un saluto a tutti